Anno VI
Il Vento - n° 138
15 Dicembre 2005
Salviamo il basolato di granito
Chi rompe paga

Basolato in rimozione

Hai rotto il granito. Devi pagare. Parola del Comune, parola dell’assessore ai lavori pubblici Pier Paolo Olivieri. L’Amministrazione comunale ha deciso di intervenire con delle sanzioni, dopo le segnalazioni di molti cittadini che denunciavano di aver trovato blocchi di granito rotto o spezzato, o riposizionato male, in alcune strade della città, dopo che erano stai eseguiti i lavori di interramento. Una volta accertato il danno, chi si è reso responsabile, pagherà ripristinando le lastre mancanti con altre, altrettanto antiche, che il Comune ha tenuto da parte negli anni. Un valore considerevole quello del basolato di granito delle strade maddalenine, perchè risale, quasi tutto, all’Ottocento ed è stato lavorato nelle cave di granito della Maddalena. Una delle più consistenti fonti di guadagno per gli isolani fino a poco tempo fa, tanto da creare intere generazioni di scalpellini che giungevano anche dalla Toscana. I cittadini, oggi, sensibilizzati dalla campagna del Comune che ha invitato a denunciare le irregolarità, sono diventati protagonisti ed ancora lo saranno, quando avranno inizio i lavori per il rifacimento del centro storico. Il sindaco Angelo Comiti ha anche parlato di una lista che raccoglierà i nomi di quelle ditte che a La Maddalena hanno eseguito i lavori nel pieno della regolarità. Mentre l’assessore Olivieri parla di due figure tecniche di controllo per i lavori pubblici in corso.
Alessandra Deleuchi
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Consacrata la nuova chiesa militare

Il 9 dicembre, con inizio alle ore 14,30 l’ordinario militare per l’Italia mons. Angelo Bagnasco ha consacrato la nuova chiesa militare dedicata alla Madonna della Medaglia Miracolosa. All’interno dell’altare sono state sigillate le reliquie di santa Barbara e santa Caterina Labouré. La solenne concelebrazione ha visto presenti tra gli altri i cappellani militari della Sardegna ed i parroci di La Maddalena: don Degortes per S.Maria Maddalena, don Domanski per Moneta e don Mandato per la parrocchia americana. Tra le autorità militari presenti l’ammiraglio di Marisardegna di Cagliari Roberto Baggioni ed il comandante del presidio di La Maddalena Fabrizio Filippi.
Mons.Angelo Bagnasco: “Consacrare una cappella, una nuova cappella militare, consegnata dalla Marina, è un grande segno, non solo di vicinanza e di stima per i nostri cappellani ma anche, diciamolo pure, di grande fede”.
Ammiraglio Baggioni al vescovo militare: “Dietro questa bellissima cappella c’è un lavoro di tante persone alle quali va la gratitudine di tutti i marinai presenti e futuri di La Maddalena. Ma tutti noi e le nostre future generazioni dobbiamo sentire profondi sentimenti di gratitudine nei confronti di don Paolo Di Domenico. Se oggi siamo qui ad inaugurare questa cappella lo si deve, ed io lo posso dire personalmente, alla sua caparbietà. Ci ha … costretti a realizzarla nonostante la situazione finanziaria che Lei ben conosce”.
Il comandante del presidio Filippi: “Il sentimento che prevale in noi è quello di grande soddisfazione e appagamento interiore nel vedere il progetto di una cappella militare concretizzasi in modo definitivo con la liturgia odierna, che conclude gli atti rituali iniziati con la cerimonia della posa della prima pietra, svoltasi poco più di un anno fa, il 3 ottobre 2004. Se è vero, come ci ricorda don Paolo, che sposando noi, le nostre mogli sposano la Marina, è anche vero che proprio per questo la Marina deve farsi sempre carico con premura, rispetto e responsabilità, di tutti i nostri cari, soprattutto per il loro benessere morale e spirituale. Grazie alla caparbietà ed all’ostinazione di don Paolo Di Domerico e di tanti fedeli volontari che l’hanno sostenuto, abbiamo oggi un risultato tangibile da offrire alla collettività militare in particolare e alla comunità di Maddalena in generale”.
È giusto ricordare nel momento delle congratulazioni, dei riconoscimenti e degli auguri, un comandante che, con don Paolo Di Domenico, ha fortemente voluto il potenziamento della parrocchia miliare e la costruzione della nuova chiesa. Si tratta del capitano di vascello Francesco Palopoli, che per alcuni anni ha prestato servizio a La Maddalena come comandante di Mariscuola e capo di stato maggiore di Marisardegna, attualmente in servizio presso l’ambasciata d’Italia in Oman.
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Dalla relazione del Genio M.M.

don Paolo Di Domenico

Le opere progettate dalla Direzione del Genio Militare per la Marina di Cagliari - Sezione Staccata di La Maddalena, hanno riguardato l'adattamento e la riconfigurazione dei locali ex Cimar al fine di destinarli all’Ordinariato Militare, come Parrocchia Militare, per il benessere del personale dipendente della Base Militare di La Maddalena. I lavori, in particolare, hanno riguardato: Il tetto di copertura a due falde in legno è stato recuperato portando la struttura a vista. Il recupero a vista ha riguardato pure le capriate e l’orditura in ferro. Il pavimento piano terra è stato realizzato in piastrelle in gress porcellanato. Nella zona del presbiterio si è realizzata una gradinata di accesso in muratura con rivestimento in lastre in marmo di Orosei. Così pure l'altare è di marmo chiaro locale proveniente dalle cave di Orosei. Sono stati realizzati dei portoni in legno e la revisione delle finestre nonché intonaci e tinteggiatura. I lavori, eseguiti dalla ditta Guccini Costruzioni di Guccini Ivan Enrico, con sede in la Maddalena, sono stati contabilizzati per l'importo complessivo di € 44.405. A questi lavori sono seguiti gli interventi di don Paolo Di Domenico e dei suoi collaboratori volontari che hanno contribuito a definire l'attuale stato della Chiesa dimostrando ingegno creativo e conferendogli quel tocco di religiosa umanità che la fa risplendere di luce propria, tanto che donna Franca, moglie del Presidente della Repubblica Ciampi, in occasione della sua visita il 15 agosto scorso, giorno dell’Assunzione, è rimasta piacevolmente sorpresa della bellezza e semplicità della struttura. I lavori comunque non sono finiti e nei prossimi mesi verrà realizzata la scala per consentire l'accesso del coro al piano soppalcato. È anche in programma l'acquisto di un organo.
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Fare economia dalla cultura
Musei: c’è da lavorare
C’è chi lo chiama ‘museo mania’ e c’è chi invece lo denomina ‘polo museale’. Noi propendiamo per la seconda definizione. Si tratta infatti di una realtà importante che va concretizzandosi nell’Arcipelago, questa volta con l’isola di Caprera nelle parti di protagonista. La recente convenzione che lega il Parco Nazionale all’associazione Italia Nostra consentirà infatti la realizzazione nel borgo di Stagnali del Museo del Mare, un’importante testimonianza della vita maddalenina nei due secoli passati. Il Museo del Mare va ad aggiungersi, a Stagnali, al Museo Mineralogico (anch’esso nato da una convenzione tra Parco e una associazione isolana) ed al frequentatissimo Museo Garibaldino (130 mila visitatori l’anno, il più visitato della Sardegna). Nell’isola di Maddalena sono invece presenti il sempre più visitato e conosciuto (anche a livello internazionale) Museo Diocesano ed il Museo Navale Lamboglia. Cinque musei dunque sono presenti (o lo saranno a breve) complessivamente nell’Arcipelago ai quali presto andrà ad aggiungersi anche il Museo Garibaldi nel Mondo (ubicato a Caprera, nel forte Arbuticci) la cui ultimazione dovrebbe cadere entro il 2007, anno di ricorrenza del bicentenario della nascita dell’Eroe. Un polo museale forte di sei (scrivonsi 6) Musei rappresenta certamente un ottimo biglietto da visita per quanti vorranno visitare l’Arcipelago, non solo per lo splendido mare e non solo nei mesi di luglio ed agosto, un’ offerta ragguardevole per il turismo culturale e scolastico sempre più in crescita (basta leggersi qualche statistica) in Italia e nel mondo. Purché ci si creda! E crederci significa farli funzionare bene, con personale qualificato ed attento (creano anche posti di lavoro… i Musei) e soprattutto promuoverli e pubblicizzarli, magari inseriti in pacchetti turistico-culturali che prevedano, in qualsiasi stagione dell’anno, la permanenza, a La Maddalena di due-tre giorni, con vitto, alloggio ed altre proposte. In altre parti d’Italia l’hanno fatto: hanno trasformato la storia e la cultura in economia. Mica è impossibile!
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