Anno VI
Il Vento - n° 138
15 Dicembre 2005
Centenario nascita: Mons. Capula
Nelle prossime puntate riporteremo il racconto che don Capula, proprio lui, ha fatto degli incontri con Mussolini. Nel frattempo è interessante riportare quanto di quegli avvenimenti ci ha riferito qualche anno fa Lino Ornano, oggi anziano pensionato dello Stato, allora, nel 1943, ventenne marinaio che prestava servizio presso il Comando Difesa di La Maddalena. Cattolico praticante e fedelissimo di don Capula, lo accompagnava, quando gli impegni militari lo consentivano, ovunque si recasse, e lo assisteva nelle funzioni religiose. "Fui io, per due volte, ad accompagnare, a piedi, don Capula a villa Webber, da Mussolini. Fui io a portare il pesante altare da campo, sul quale don Capula celebrò Messa per Mussolini” ricorda Lino Ornano. Dopo il bombardamento del 10 aprile 1943, don Capula, ci racconta Ornano, aveva fatto sfollare a Castelsardo le sorelle Agostina e Anna Maria, nascosto non so dove il tesoro di Santa Maria Maddalena mentre l'archivio parrocchiale e poche altre cose preziose le avevamo portate in una grotta, sul costone del colle Puntiglione."Per timore dei bombardamenti – ricorda Ornano – don Capula non dormiva in canonica, ma a Nido d'Aquila, nell'abitazione della famiglia Santini, sfollata in Gallura”. Ornano, quando non era di guardia andava a dormire con lui, per fargli compagnia. “Io mi coricavo in una stanza, lui nell’altra. Partivamo dal paese all' imbrunire, a piedi. E arrivavamo di notte. Naturalmente non c'era la luce elettrica. A volte si cenava a casa, prima di partire; a volte si mangiucchiava qualcosa lì. Al mattino ci svegliavamo di buon ora. Lui perché alle sette e mezza doveva celebrare Messa ed io perché dovevo prendere servizio". Ornano seppe in ufficio di un possibile arrivo di Mussolini prigioniero. “La conferma l’avemmo quando gli operai dei telefoni ricevettero l'ordine di stendere, con urgenza una linea diretta tra villa Webber e l'Ammiragliato, saltando il centralino”. La sera del 7 agosto 1943, Lino Ornano e don Capula, sempre per paura dei bombardamenti, andarono a dormire a Nido d'Aquila, e passarono come sempre a piedi davanti al grande cancello del parco di villa Webber. “Sia l’interno del parco che la campagna circostante brulicava di carabinieri, polizia e metropolitani - ricorda Lino Ornano. "La tensione era alta. Improvvisamente spararono una raffica di mitra. Ci buttammo a terra. Don Capula si mise ad urlare: non sparate, non sparate, sono il parroco!”.
(24 – continua)
Claudio Ronchi
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Aggiunte al Dizionario Maddalenino
Glossario etimologico comparato e toponimi
a cura di Renzo de Martino
  • Bacca: toponimo. Monte Bacca e Cala Bacca (Baccà, Baccù) nell’estremità sudoccidentale di Caprera. Per l’etm. si possono avanzare varie ipotesi: 1) da ‘bacca’ (baga), ‘corbezzolo’; 2) Bacca invece di Vacca (per betacismo, analogamente ad altro toponimo sardo riportato dai Contaghi di S. Nicola di Trullas e di S. Maria di Bonarcado, cit. da D. Panedda); 3) dal gall. baccu, ‘discesa, pendio, erta’; anche ‘vallone’, deverb da baccà, ‘avvallare’: « Chistu è lu baccu di Garibaldi » [“Questo è il vallone dove Garibaldi uccise il cinghiale”], E. Corda, Garibaldi in Sardegna, Rusconi, Milano 1991); 4) da ‘bacco’, sasso sporgente in mezzo ad un torrente; spazio tra un sasso e l’altro’: deverb. da baccare (Lunigiana), ‘valicare con un salto’; si è ipotizzato, in modo puramente congetturale, che derivi dal lat. volgare *vadicare, iter. di vàdere, ‘andare, passare, guadare’ (GDLI, DEI); 5) Forse da collegare col gr. bakkóa = bóthros, ‘fossa, cavità, gola di montagna, dirupo’ (Pittau); 6) Per inciso, ricordo il lat. “et vinum in Hispania bacca” (Varrone , De lingua Lat., VII, 87): “ in Spagna il vino si chiama bacca”; ma il riferimento è, per noi, troppo lontano.
  • Baddhulà: sballottare, scuotere. Gall. abbuluttà, còrso sballuttà (e ciambuttà), genov. ballottà, it. ‘ballottare’.La voce madd. deriva forse direttamente da ‘ballo’ ( baddhu ), deverbale di ‘ballare’ ( lat. tardo idem), dal gr. bállein (var. di pállein, lanciare, scuotere) o dal greco della Magna Grecia ballízein. Dall’it. ‘sballottare’ proviene invece, per metatesi, il madd. sbattulà.
  • Badinèlle: ruscelletti, torrentelli, rigagnoli. Antico nome di via Ilva (Via delle Badinelle, poi Via S.Maria Maddalena). Allora era sterrata e, quando pioveva, si formavano rivoletti e, se la pioggia era violenta, data anche la forte pendenza, veri e propri torrenti che inondavano, più giù, la Piazza del Mercato (o de l’Urmu, degli Olmi), tant’è vero che, per consentire il passaggio della gente, sino a qualche decennio fa si dovevano disporre delle passerelle di legno, come avviene tuttora nella Piazza di San Marco a Venezia, quando si verifica il fenomeno dell’acqua alta. Cfr. còrso vadèlla, ‘ruscelletto, piccolo torrente’, Falcucci: term. documentato sin dal sec. XVI (lettera del prete Polino da Mela ai protettori del Banco di San Giorgio); vedi la voce vadìna nel Diz. Madd. (il nome compare spesso nella toponomastica isolana: Vadina del Rinagione, Vadina dei Caparroni ecc.). Badinelle per vadinelle, vadelle, è – come buscìca, biscìca per ‘vescica’ – un relitto dell’antico betacismo: cfr. log. badu e badìnu, Lat. vadum (da vàdere), da cui ‘guado’.
  • (Parte 9 Continua…)
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Bravi i maddalenini: Premio di poesia Lungoni
Successo maddalenino al ‘Concursu di Puisia Lungoni’, giunto alla sua decima edizione. Ad aggiudicarselo è stato il tempiese Gian Franco Garrucciu. Al secondo posto si è però piazzato Ramon Del Monaco, al terzo il palaese Gigi Angeli, al quarto il maddalenino Tonino Conti. Menzioni hanno ricevuto anche i maddalenini Giuseppina Schirru e Domenico Battaglia. In occasione del decennale gli organizzatori ha fatto stampare un elegante volumetto, a cura del comune di Santa Teresa, dove sono raccolti i testi delle poesie vincitrici nel decennio (primo, secondo e terzo premio). Il concorso ha due sezioni, una gallurese e l’altra corsa, e rappresenta uno dei tanti punti d’incontro tra due culture (gallurese e corsa) che da secoli hanno in comune non solo la lingua, ma anche tradizioni, scambi economici, culturali e sociali.
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Soprattutto alla mammella ed al polmone
Cancro: così ci ha colpiti nel 2003
Il cancro colpisce i maddalenini soprattutto nell’apparato urogenitale. Degli 81 isolani che nel 2003 si sono ammalati di tumore infatti, ben il 31% è stato colpito in questa delicata parte dell’organismo. Più precisamente ben 12 maddalenine hanno accusato il cancro alla mammella, 2 all’utero, 8 uomini il cancro alla prostata, 2 alla vescica. Per un totale di 25 casi. Il secondo apparato dei maddalenini colpito dal cancro è stato quello gastrointestinale con 16 casi: Il tumore all’apparato respiratorio è al terzo posto con 14 casi, dei quali 10 colpiti al polmone, 3 alla pleure, 1 alla laringe. Più dettagliatamente ecco i dati, come pubblicati sito internet dei medici maddalenini (www.medicina-generale.com): 25 malati all’apparato urogenitale, di cui: mammella 12 casi (Carcinoma); prostata 8 casi (adenocarcinoma); vescica 2 casi (adenocarcinoma); utero 2 casi (adenocarcinoma) ; ovaie 1 caso (adenocarcinoma). 16 malati all’apparato gastrointestinale, di cui: stomaco 5 casi (adenocarcinoma, linfoma; colon, retto 5 casi (adenocarcinomi); fegato 4 casi (epatocarcinomi);  vie biliari 1 caso (adenocarcinoma); pancreas 1 caso (carcinoma ad aspetto cistico). 14 malati all’apparato respiratorio, di cui: polmone 10 casi (adenocarcinoma bronchiale), carcinoma a piccole cellule,  laringe 1 caso (carcinoma). pleura 3 casi (mesotelioma). 13 malati all’apparato tegumentario:  Ca basocellulare, Ca  spinocellulare, sarcoma di kaposi, melanoma.  9 malati al sistema emopoietico, di cui: mielosa multiplo 1caso; serie piastrinica 1caso (trombocitemia essenziale);. serie linfatica (a genesi linfonodale) 4 casi   (linfoma non Hodhins);  serie rossa 2 (policitemia vera); serie bianca 1 caso (leucemia linfatica cronica).    1 malato al  sistema nervoso centrale, ad origine pineale.    1 malato al cavo orale (adenocarcinoma). 1 malato all’apparato ghiandolare (tiroide) (carcinoma nodulare). 1 malato di tumore a genesi indeterminata. Delle persone ammalatesi di cancro nel 2003 sono uomini in 43, donne in 34. Quando i medici maddalenini pubblicheranno i dati del 2004 sarà possibile un primo confronto.
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