“ … l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittá della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine … La vergine si chiamava Maria” (Lc 1, 26-27).
L’angelo “fu mandato da Dio” per annunciare a Maria di Nazaret, che concepirá un figlio, lo dará alla luce e lo chiamerá Gesú. La scena dell’annunciazione a tutti noi ben nota, perché rappresentata dai piú grandi artisti del passato, contiene l’annuncio fondamentale e centrale di tutta la storia della salvezza: il concepimento e la nascita da una vergine di Gesú Figlio di Dio. Per questo, é carica di suggestioni e viene ascoltata, letta, pregata e meditata con la chiara coscienza di trovarci davanti all’ “eccomi” decisivo dell’umanitá desiderosa, dopo la caduta, di salvarsi. Gabriele annuncia la nascita del Figlio dell’Altissimo, Gesú. Tale annuncio ha come protagonista la vergine di Nazaret, ma, indirettamente, tutta l’umanitá, perché Maria la rappresenta e la riassume. L’annuncio, infatti, é rivolto alla nuova Eva, madre della nuova umanitá. L’annuncio, dunque, é rivolto anche ad ognuno di noi. Ad ognuno di noi é annunciata la nascita del Salvatore. Perció, l’annuncio riguarda personalmente ognuno di noi, cosí personalmente che nessuno di noi puó restare indifferente. Allora, dobbiamo rafforzare la convinzione che Gabriele ha annunciato, e continua ad annunciare, ad ognuno di noi la nascita di Gesú, Figlio di Dio. Ascoltiamo questo annuncio. Non lasciamoci stordire dai suoni, dalle luci e dalle immagini del consumismo. Quest’anno facciamo in modo che ci siano: meno doni e piú dono! Vale a dire: piú l’Emmanuele, il Dio-con-noi nelle nostre abitazioni, famiglie, lavoro e societá; piú dono di noi stessi, della nostra umanitá, dei nostri sentimenti, della nostra sensibilitá. Lasciamoci illuminare dall’annuncio per poter essere testimoni del Signore Gesú. La luce dell’annuncio rischiari le nostre ombre affinché vi sia spazio solo per una vita bella, buona e vera. Ascoltare l’annuncio dell’angelo vorrá dire anche diventare annunciatori di giustizia e di pace, di dialogo e di generositá perché Dio mai si stanchi di vivere con noi.