Associazion Isolane
a cura di Gian Luca Moro
La Posidonia
Nata nell’ottobre del 2003, l’associazione Posidonia raggruppa un gruppo di guide ambientali geo-marine (divenute tali grazie ad un corso organizzato dal Parco di La Maddalena, con la Regione Sardegna e l’Ifold), che operano nel territorio dell’arcipelago in una molteplicità di interventi. Delle sue attività e, in generale, delle prospettive della salvaguardia dell’ambiente in un momento decisivo per le scelte circa il futuro della nostra isola, parliamo con Gianmarco Sorba, segretario e socio fondatore della Posidonia “Attualmente – inizia Sorba – l’associazione è composta di una quindicina di persone, oltre ad una serie di collaboratori esterni. Normalmente collaboriamo con il Parco, per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio; agiamo da guide, nell’arcipelago, per coloro, specie gruppi, che richiedono un’assistenza nella loro permanenza all’isola; inoltre elaboriamo dei progetti di educazione ambientale da realizzare nelle scuole. Proprio a giorni presenteremo i programmi per il 2006. Con il Parco, abbiamo intessuto un rapporto fattivo e collaborativo e di questo siamo molto soddisfatti. Credo, che dopo un certo immobilismo, l’Ente stia cominciando a muoversi con più coraggio e spero che questo possa essere apprezzato anche dai maddalenini. Penso che tutti dobbiamo comprendere come il Parco possa creare condizioni grazie alle quali ne consegua sviluppo e, quindi, lavoro. Il parco deve aiutare la realtà dove opera a migliorarsi. Un esempio di ciò che si può fare è rappresentato dal sito di Stagnali, destinato ad essere il vero cuore della tutela ambientale. Lì sorgerà il Museo del Mare ed il presidio di educazione ambientale, con progetti di valorizzazione del territorio”. È ovvio interrogarsi sul presente e sulle prospettive della nostra Isola. “E’ logico che, nella situazione contingente, l’addio americano possa sembrare drammatico. La speranza è che la dismissione avvenga gradualmente. Penso però che l’uscita di scena degli americani possa essere uno stimolo e che possa indurre ad investire nel terziario e nelle strutture turistiche. Dobbiamo riuscire a coniugare sviluppo e ambiente, puntare sui turisti che chiedono servizi ma anche che apprezzano la natura. Dobbiamo diversificarci, allungando la stagione ai mesi attualmente sotto utilizzati, quali quelli delle migrazioni degli uccelli o lo spostamento dei cetacei, momenti che richiamo numerosissimi appassionati. Insomma dobbiamo puntare con forza a coniugare ambiente e sviluppo. Solo così avremo un futuro”.

Gianmarco Sorba

