Il Presepio
Il presepio come lo realizziamo ancor oggi e come è nella tradizione, ha origine dal desiderio di San Francesco d’Assisi di far rivivere, in uno scenario naturale, la nascita di Betlemme. Nel 1223 a Greccio, in Umbria, per la prima volta durante la Messa di Natale, Francesco allestì un presepio vivente. San Francesco, un anno prima, nel Natale del 1222, si trovava a Betlemme dove aveva assistito alle funzioni liturgiche della nascita di Gesù. Ne era rimasto talmente colpito che, tornato in Italia, chiese al Papa di poterle ripetere per il Natale successivo. Ma il Papa gli permise solo di celebrare la Messa in una grotta naturale invece che in chiesa. Quando giunse la Notte Santa, accorsero dai dintorni alcun i contadini di Greccio e alcuni frati che illuminarono la notte con le fiaccole. All'interno della grotta fu posta una mangiatoia riempita di paglia e accanto vennero messi un asino e un bue. Il primo presepe con statue risalirebbe invece al 1283, opera di Arnolfo di Cambio che scolpì otto statuette in legno rappresentanti i personaggi della Natività ed i Magi. Tale presepe si trova ancora nella basilica romana di S. Maria Maggiore. Oggi dopo l'affievolirsi della tradizione negli anni '60 e '70, il presepe è tornato a fiorire, e molti soni i presepi che vengono realizzati, non solo nelle chiese, ma anche nei luoghi pubblici e soprattutto nelle case.
Il fascino dell’albero di Natale
La prima notizia sull'uso dell'albero di Natale viene dall'Alsazia: una cronaca di Strasburgo annota nel 1605: "Per Natale i cittadini si portano in casa degli abeti ('dannenbaumen' nel tedesco dell'epoca), li mettono nelle stanze, li ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero, oggetti di similoro". Ecco l'albero di Natale, ufficialmente per la prima volta. Da allora la tradizione si diffuse prima in Europa, poi in tutto il mondo. Rimasto inalterato per alcuni secoli, negli ultimi decenni si modernizzato. L’abete diventato di plastica, le palle di vetro o di plastica, le luci elettriche. Ma ogni anno, per grandi e bambini, conserva sempre, inalterato, tutto il suo fascino.
La leggenda dell’albero di Natale
Nel nord Europa, tanti anni fa, in un villaggio di campagna, la vigilia di Natale, un bambino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino. Attardatosi, e venuto il buio, non fu in grado di ritrovare la strada per tornare a casa. Cominciò inoltre a nevicare. Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia. Nel bosco, del quale nel buio aveva sempre più paura, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Il piccolo cominciò a sentirsi stanco quindi si addormentò, raggomitolandosi ai piedi del tronco. L'abete, intenerito e commosso, miracolosamente riuscì ad abbassare tutti i suoi rami, fino a farli toccare il suolo, in modo da proteggere, teneramente, dalla neve e dal freddo, il bambino. La mattina seguente il bimbo si svegliò, sentì subito, in lontananza, le voci dei genitori e degli abitanti del villaggio che, allarmati per la sua assenza, si erano mossi alla sua ricerca. Riabbracciati i genitori e coloro che si erano messi alla sua ricerca, tutti si accorsero dello spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole dell'alba, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile. Così, in ricordo di quel prodigio, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, in ricordo dello spettacolo che gli abitanti di quel piccolo villaggio videro in quel giorno lontano.
Albero di Natale: luce di Gesù
L’albero di Natale, è un segno della “sfolgorante luce divina” di Gesù. Il Papa lo ha affermato pochi giorni prima di Natale, ricevendo in udienza circa mille pellegrini dell’Alta Austria, che gli hanno donato l’imponente abete issato ed addobbato in piazza San Pietro, alto quasi trenta metri, proveniente dai boschi di Eferding. La tradizione di avere un albero gigante in Piazza San Pietro è stata iniziata nel 1982 da Giovanni Paolo II, insieme a quella del presepe. Ogni anno lo offre una diversa regione d’Europa. Benedetto XVI ha affermato che, in questo senso, l’albero di Natale è un invito ad accogliere nel cuore “il dono della sua gioia, della sua pace e del suo amore”. Ed ha aggiunto: “A Natale riecheggia in ogni parte del globo il lieto annunzio della nascita del Redentore. L’atteso Messia si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi”, ha constatato il Pontefice. “Con la sua luminosa presenza, Gesù ha dissipato le tenebre dell’errore e del peccato, ed ha recato all’umanità la gioia della sfolgorante luce divina, di cui l’albero natalizio è segno e richiamo”.
Giovani in mezzo ai Giovani

- Tra le tante iniziative e manifestazioni organizzate in questi giorni di Natale a La Maddalena, ricordiamo la "prima uscita pubblica" nel Gruppo Giovani della parrocchia di Santa Maria Maddalena, coordinati da Emilia Malleo, “scesi in piazza” a portare il messaggio natalizio agli “altri” giovani, non solo italiani che pullulavano nel centro storico. Tra piazza Garibaldi, piazza Comando, via Garibaldi, li hanno salutati, fermati, hanno offerto loro una fetta di panettone o dei dolci, gli hanno consegnato messaggi natalizi, hanno ricevuto da loro messaggi natalizi, natalizi e non, anche in inglese, francese, cinese, spagnolo trascritti nel tazebao (della foto). Tra i tanti messaggi ne riportiamo alcuni:
- “Non risparmiante mai un sorriso: perché nessuno ha così tanto bisogno di un sorriso come colui che non può darlo.
- Buon Natale Fabrizio”
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- “Le porte a Dio le ho già aperte. Speriamo che anche gli altri riescano ad aprile con me. Mari”
- “Vivi la vita, impara sempre dagli errori. Solo loro possono farti capire il vero senso della vita. Roby”
- “Fai che in tutte persone possano stare con la propria famiglia.
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- Francesco”
- “Che tutte le persone riescano a portare con dignità ed onore la Croce. Buon Natale, Vittorio”
C.R.