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n° 28 Sabato 15 Luglio 2017

EDITORIALE

 Una Novena forte.

Il giorno 13 è cominciata, con una buona partecipazione, la Novena in onore della nostra Santa Patrona. Sono nove giorni di preparazione alla festa nei quali i fedeli innalzano a Dio preghiere di lode e di ringraziamento per le meraviglie operate in santa Maria Maddalena. Essa è testimone della divina misericordia che ha sperimentato in se stessa ed ha contemplato ai piedi della croce. È testimone di evangelizzazione, perché ha seguito Gesù in tutte le città e i villaggi, (un fatto non comune per le donne di quel tempo) e perché Gesù l’ha scelta come prima annunciatrice della sua risurrezione. È modello di libertà dai beni terreni e di servizio nella Chiesa perché con altre donne serviva Gesù e gli apostoli con i suoi beni. È modello di gratitudine, di fedeltà, di coraggio. Insieme alla lode e al ringraziamento a Dio, i fedeli chiedono l’intercessione di santa Maria Maddalena per sé e per i propri cari, per la salute del corpo e dell’anima. Quest’anno i predicatori, uno per ogni giorno della Novena, sono sacerdoti “maddalenini”, cioè o nati a La Maddalena o vi hanno svolto il ministero per un certo periodo. Sono stati invitati ad illustrare l’attualità delle virtù della Santa Patrona così che noi più facilmente la possiamo imitare. Nei giorni della Novena si fanno preghiere speciali per le varie categorie di persone, dagli educatori agli sportivi, dai lavoratori ai consacrati. In quel giorno una rappresentanza di quella categoria è invitata a partecipare. Ad animare il canto della Novena provvedono i vari cori cittadini anche delle altre parrocchie, per sottolineare che santa Maria Maddalena è la patrona anche della Città e dell’Arcipelago. Il Comitato Festeggiamenti, che vuole essere presente significativamente a tutta la Novena, ha provveduto all’addobbo della statua della Patrona, ad illuminarla ma anche ad organizzare alcuni eventi che contribuiscono a creare nella comunità un clima di festa; intanto prepara i festeggiamenti del 22 luglio. Anche il gruppo liturgico si è incontrato per preparare al meglio la chiesa e la Messa solenne. I ministri straordinari della Comunione eucaristica si sono incontrati per organizzare la visita e la Comunione agli anziani e ai malati. Una ditta ha provveduto ad imbiancare due cappelle danneggiate dall’umidità. Tanto fervore di opere ci ottenga dalla santa Patrona di crescere nella fede e nell’amore che lei ha avuto per il Signore Gesù.                                         

 D.D.

 

 

RAGGI DI SOLE

I DUE BOSCAIOLI

 Due boscaioli lavoravano nella stessa foresta ad abbattere alberi. I tronchi erano imponenti, solidi e tenaci. I due boscaioli usavano le loro asce con identica bravura, ma con una diversa tecnica: il primo colpiva il suo albero con incredibile costanza, un colpo dietro l'altro, senza fermarsi se non per riprendere fiato rari secondi.

Il secondo boscaiolo faceva una discreta sosta ogni ora di lavoro.

Al tramonto, il primo boscaiolo era a metà del suo albero. Aveva sudato sangue e lacrime e non avrebbe resistito cinque minuti di più.

Il secondo era incredibilmente al termine del suo tronco. Avevano cominciato insieme e i due alberi erano uguali!

Il primo boscaiolo non credeva ai suoi occhi. "Non ci capisco niente! Come hai fatto ad andare così veloce se ti fermavi tutte le ore?".

L'altro sorrise: "Hai visto che mi fermavo ogni ora. Ma quello che non hai visto è che approfittavo della sosta per affilare la mia ascia".

Il tuo spirito è come l'ascia. Non lasciarlo arrugginire. Ogni giorno affilalo un po'

 Per questo P. Bruno Ferrero suggerisce un piccolo “decalogo”:
1. Fermati dieci minuti e ascolta un po' di musica.
2. Cammina ogni volta che puoi.
3. Abbraccia ogni giorno le persone che ami e dì loro: "Ti voglio bene".
4. Festeggia compleanni, anniversari, onomastici e tutto quello che ti viene in mente.
5. Sii gentile con tutti. Anche con quelli di casa tua.
6. Sorridi.
7. Prega.
8. Aiuta qualcuno che ha bisogno di te.
9. Coccolati.
10. Guarda il cielo e punta in alto.

“Riassumendo: ama più che puoi Dio e il prossimo e ogni creatura”!

Don Paolo Piras

 

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 La gita-pellegrinaggio a Lavezzi

Non so se riuscirò a trovare le parole giuste per descrivere la splendida giornata che abbiamo trascorso, maddalenini e non, sabato 8 luglio all'isola di Lavezzi! Circa 50 i maddalenini partecipanti, ai quali si sono uniti 22 ragazzi disabili dell'Associazione “Amici di Nemo” di Palau-Arzachena con la responsabile Irene Cocco e una quindicina di turisti che hanno apprezzato tantissimo questa bellissima giornata. Ci siamo ritrovati tutti al mattino nella chiesa di S. Maria Maddalena dove il parroco Don Domenico Degortes, dopo una breve preghiera, ci ha accompagnati alla barca. Una piccola processione che ha attirato l'attenzione dei passanti nel vedere questo nutrito gruppo di

"bagnanti" che per la strada pregava ! Questa gita - pellegrinaggio era stata rimandata a causa del forte vento, ma sabato era una giornata bellissima e, nella traversata, abbiamo potuto godere della bellezza indescrivibile del nostro mare, che sembrava veramente uno specchio. Appena arrivati abbiamo visitato il piccolo cimitero dove riposano gli uomini dell'equipaggio della fregata francese "Semillante", che la mattina del 15 febbraio 1855, sorpresi da una tempesta mentre attraversavano le Bocche di Bonifacio, si schiantarono sugli scogli proprio ad ovest dell'isola di Lavezzi e subito dopo ci siamo potuti immergere, con un bagno tonificante, nelle acque cristalline di questa selvaggia isola. Belle spiagge grandi, ma anche piccole cale sabbiose che permettono intimità, fondali trasparenti dove, facendoti il bagno, sei circondato da una miriade di pesci. Dopo l'ottimo pranzo preparato e servito a bordo della barca, condiviso e apprezzato da tutti, qualche ora di relax dove, chi voleva ripararsi dal sole cocente è rimasto sulla barca chiacchierando e facendo amicizia in vera armonia, chi invece non ha saputo resistere ad un altro allettante bagno. Poi, attraversando uno stretto sentiero tra la lussureggiante vegetazione, dove si sente forte il profumo dell'elicriso, ci siamo recati nei pressi delle antiche rovine del monastero benedettino e lì l'infaticabile Don Domenico ha celebrato la S. Messa facendo presente che anche se non ci sono muri, quella è la cattedrale del creato! Questa è una cattedrale scolpita dalla natura e anche se Lavezzi appartiene alla Corsica, è sempre nel nostro arcipelago, arcipelago delle isole intermedie. Perciò rivolgiamo a Dio preghiere di lode e di ringraziamento". Possiamo dire di aver trascorso una giornata straordinaria in quell'angolo di paradiso di una bellezza disorientante, dove le rocce modellate dal vento e dal mare sono veramente l'impronta di Dio! Un ringraziamento a Pier Luigi Aversano, l'organizzatore, ma anche al comandante Onorato della barca Orient Express e al suo equipaggio, che con la loro gentilezza e premura hanno contribuito a rendere unica questa giornata!                                     

      Maria Vitiello

 

■ Impressioni di una turista

Il pellegrinaggio a Lavezzi, a pochi giorni dal mio arrivo, ha inaugurato "alla grande" il mio ritorno nell'isola, insieme all'abbraccio di benvenuto della Parrocchia di Santa Maria Maddalena.

L'invito a partecipare è stato, per me, come un monito che mi ricordava che non ci può essere riposo nel corpo se non attraverso la ricerca, prima di tutto, della pace nel cuore. È come se avessi sentito, da subito, risuonare dentro di me le parole di Gesù: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati, stanchi e oppressi e io vi ristorerò". E sono rimasta, positivamente sorpresa, quando ho ascoltato le stesse parole nel Vangelo di Matteo (11,25-30) proclamate da Don Domenico nella messa di domenica 9 luglio.

E tutti noi fedeli ci siamo riconosciuti negli affaticati e stanchi di cui parlava Gesù e un po' per volta, ci siamo sentiti risollevare "dai vari gioghi" che ci siamo portati sulle spalle: preoccupazioni, paure, scoraggiamenti e altro, perché il Signore, sempre nel Vangelo e poi nell'Omelia, ci ha ricordato che non siamo soli a portare le nostre croci, ma è la Sua Mano potente che non solo ne alleggerisce il peso, ma ci aiuta soprattutto ad abbracciarli con amore, con il SUO AMORE.

Al rientro a La Maddalena, ci siamo salutati come dei fratelli in Cristo perché ancora una volta l'esperienza vissuta insieme, aveva gettato un seme di comunione e di fratellanza. Grazie di cuore.  

                       Maria Giovanna Cilla

 

■ La festa della Madonna della pace a Stagnali

PROCESSIONE-MADONNA-PACE-20Nell'isola di Caprera, tra il verde delle pinete e il mare, si trova il borgo di Stagnali ed è certo una sorpresa per chi arriva per la prima volta, trovare lì una chiesetta così accogliente. È dedicata alla Madonna della pace e quale titolo migliore si poteva dare a Colei che dona pace a chi, anche solo di passaggio, si ferma per una preghiera. Anche gli isolani però si recano spesso in quella rustica chiesetta dove, oltre alla messa domenicale, trovano in quel luogo, nella preghiera e nella solitudine, il modo di affidarsi alla Madonna e di presentarle sia le preoccupazioni che le gioie della vita. L'altare è in granito ed entrando, lo sguardo viene catturato dal bellissimo affresco che raffigura la Madonna della pace che veglia sul piccolo borgo. Ogni seconda domenica di luglio si celebra la sua festa e la messa viene celebrata all'aperto nel giardino antistante dove la statua addobbata a festa, dall'interno viene posizionata vicino ad un piccolo altare di pietra, molto originale.  Domenica 9 luglio due i sacerdoti che hanno concelebrato la messa:Don Domenico Degortes e Don Mauro  Filippucci, presente nell'isola per una breve vacanza ,insieme al parroco di Moneta Don Andrea Domanski che presiedeva, come del resto ogni anno. Con le sue parole egli riesce sempre a toccare il cuore dei presenti e ha così iniziato la celebrazione " benvenuti nella casa della Madre, invocata con il titolo  di Madonna della pace, per celebrare la sua festa e quando è la festa della mamma è la festa di tutta la famiglia, la festa dunque di tutti noi! Vogliamo ringraziare il Signore per questo grande dono che ci ha fatto, dandoci dall'altezza della Croce, la sua madre e ringraziare Lei che continuamente si prende cura di tutti noi e che è sempre attenta ad ascoltare tutte le preghiere. In questa Eucaristia presentiamo insieme al pane e al vino, tutta la nostra vita, affinchè Ella ci possa guardare con amore e benevolenza". Sempre gioiosa la celebrazione, grazie anche all'animazione del coro S. Giovanni Paolo che, con l'insieme delle loro voci, coinvolge i presenti a pregare meglio, dato che chi canta prega due volte. La statua della Madonna dopo la messa è stata portata in processione, tra canti e preghiere, verso il molo adiacente dove Don Andrea ha impartito la benedizione al mare e alle barche, rito questo molto suggestivo e particolare. Grazie al lavoro e all'operosità del comitato di Stagnali abbiamo poi potuto condividere un'ottima cena e vi assicuro che è stata proprio una piacevole occasione di stare insieme. Don Andrea ha ringraziato Don Domenico, Don Mauro e le autorità presenti e, oltre al comitato, Agostino Canu e la sua famiglia che da 19 anni si prendono cura di questa chiesetta così cara agli isolani. Al termine della cena non poteva mancare l'allegria della musica di Lorenzo Uccioni e del suo gruppo che ha permesso ai presenti di scatenarsi in coinvolgenti balli, finendo così in bellezza questa magnifica serata!                          

    

 

■ S. Benedetto a Porto Istana.

MESSA-PORTO-ISTANA-2017L’11 luglio si celebra nella Chiesa universale la festa di san Benedetto abate, patrono d’Europa. Nella nostra diocesi una celebrazione solenne si è svolta nel monastero benedettino Mater Dei, fondato dal nostro concittadino padre Massimo Terrazzoni, a Porto Istana vicino ad Olbia.  Alla celebrazione erano presenti Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio-Ampurias,  Mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri e Mons. Gian Franco Saba, arcivescovo eletto di Sassari. Erano presenti una quindicina di sacerdoti, tanti fedeli dai dintorni di Olbia e una buona rappresentanza da La Maddalena, tra i quali i familiari di padre Massimo. Il Vescovo nell’omelia ha ricordato che  San Benedetto con i suoi monaci è stato l’evangelizzatore dell’Europa, promotore della cultura e del lavoro avendo come anima la preghiera. ”Ora et labora” (prega e lavora), era il suo motto. Invito, ha detto il Vescovo, sempre attuale nel mondo frenetico di oggi. Ha invitato a pregare per il nuovo monastero che è ancora all’inizio, perché abbia vocazioni alla vita monastica. Tutti i battezzati sono chiamati a seguire Gesù Cristo ma una comunità di vita contemplativa come quella monastica è un dito puntato verso il cielo per indicare a tutti il primato dello spirito.

Il piccolo monastero intitolato alla Madre di Dio, “Mater Dei”, già da ora è un piccolo centro di spiritualità dove molte persone vanno a ricaricarsi.

 

Condoglianze ai familiari di Gianni Pinna che è tornato alla casa del Padre celeste.

 

 Novena di Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 16 luglio

* “Maria Maddalena, modello di comunione”.

Predica: Don Sandro Piga.

Mt 13,1-23: “Il seminatore uscì a seminare”.

Giornata di preghiera per i lavoratori.

 

2) Lunedì 17 luglio

* “Maria Maddalena sotto la croce”.

Predica don Alberto Guevara.

Gv 19, 25-30: “Stavano presso la croce di Gesù”.

Giornata di preghiera per gli ammalati.

 

3) Martedì 18 luglio

* “Maria Maddalena, donna nella Chiesa”.

Predica don Roberto Aversano.

Lc 24,1-12: “Raccontavano queste cose agli apostoli”.

Giornata di preghiera per le famiglie.

 

4) Mercoledì 19 luglio

* “Maria Maddalena, modello di spiritualità”.

Predica don Raimondo Satta.

Mt 28,1-10: “Gli abbracciarono i piedi e lo adorarono”.

Giornata di preghiera per i gruppi ecclesiali.

 

6) Giovedì 20 luglio

* “Maria Maddalena, libera dai beni terreni”. Predica don Sandro Serreri.

Mc 16,9-11: “Gesù aveva scacciato sette demoni”.

Giornata di preghiera per i poveri.

5) Venerdì 21 luglio

*“Maria Maddalena, modello di evangelizza-zione”. Predica S. Ecc. Mons. Sebastiano Sanguinetti.

Gv 20,1-2. 11-18: “Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose”.

Giornata di preghiera per i giovani.

 

6) Sabato 22 luglio

Solennità di S. Maria Maddalena

Le S.Messe sono come nelle domeniche, non ci sarà la S.Messa delle ore 19,00.

Ore 21,30 S.Messa solenne in piazza S.Maria Maddalena presieduta di S. Ecc. Mons. Angelo Becciu Sostituto alla Segreteria di Stato e concelebrata dai Vescovi Mons. S. Sanguinetti, Mons. C. Melis e Mons O. De Germay.

A seguire la processione solenne fino al piazzale delle Poste, con imbarco della statua della Santa Patrona e prosecuzione della processione via mare.

Ore 23,30 spettacolo pirotecnico in onore di S.Maria Maddalena. Ore 24,00 sbarco della statua della Santa e rientro in processione verso la Chiesa di S.Maria Maddalena dove sarà conferita la benedizione solenne.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 23 luglio

* Ore 19.00 Messa di suffragio per Mons. Capula.

 2) Martedì 25 luglio

Festa di san Giacomo apostolo

 3) Mercoledì 26 luglio

* Memoria dei santi Gioacchino ed Anna, genitori della Beata Vergine Maria.

 4) Sabato 29 luglio

* Pellegrinaggio all’isola di Budelli.

(Per prenotarsi contattare Pier Luigi Aversano tel. 3491534378; o l’ufficio parrocchiale tel. 0789.73.74.00).

 
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n° 28 Sabato 15 Luglio 2017

GESÙ NON CI TOGLIE LA CROCE, MA LA PORTA CON NOI

 

Nel Vangelo di oggi Gesù dice: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Il Signore non riserva questa frase a qualcuno dei suoi amici, no, la rivolge a “tutti” coloro che sono stanchi e oppressi dalla vita. E chi può sentirsi escluso da questo invito? Il Signore sa quanto la vita può essere pesante. Sa che molte cose affaticano il cuore: delusioni e ferite del passato, pesi da portare e torti da sopportare nel presente, incertezze e preoccupazioni per il futuro. Di fronte a tutto questo, la prima parola di Gesù è un invito, un invito a muoversi e reagire: “Venite”.

 Lo sbaglio, quando le cose vanno male, è restare dove si è, coricato lì. Sembra evidente, ma quanto è difficile reagire e aprirsi! Non è facile. Nei momenti bui viene naturale stare con sé stessi, rimuginare su quanto è ingiusta la vita, su quanto sono ingrati gli altri e com’è cattivo il mondo, e così via. Tutti lo sappiamo. Alcune volte abbiamo subìto questa brutta esperienza. Ma così, chiusi dentro di noi, vediamo tutto nero. Allora si arriva persino a familiarizzare con la tristezza, che diventa di casa: quella tristezza ci prostra, è una cosa brutta questa tristezza. Gesù invece vuole tirarci fuori da queste “sabbie mobili” e perciò dice a ciascuno: “Vieni!” – “Chi?” - “Tu, tu, tu…”. La via di uscita è nella relazione, nel tendere la mano e nell’alzare lo sguardo verso chi ci ama davvero. Infatti uscire da sé non basta, bisogna sapere dove andare. Perché tante mete sono illusorie: promettono ristoro e distraggono solo un poco, assicurano pace e danno divertimento, lasciando poi nella solitudine di prima, sono “fuochi d’artificio”. Per questo Gesù indica dove andare: “Venite a me”. E tante volte, di fronte a un peso della vita o a una situazione che ci addolora, proviamo a parlarne con qualcuno che ci ascolti, con un amico, con un esperto… È un gran bene fare questo, ma non dimentichiamo Gesù! Non dimentichiamo di aprirci a Lui e di raccontargli la vita, di affidargli le persone e le situazioni. Forse ci sono delle “zone” della nostra vita che mai abbiamo aperto a Lui e che sono rimaste oscure, perché non hanno mai visto la luce del Signore. Ognuno di noi ha la propria storia. E se qualcuno ha questa zona oscura, cercate Gesù, andate da un missionario della misericordia, andate da un prete, andate… Ma andate a Gesù, e raccontate questo a Gesù. Oggi Egli dice a ciascuno: “Coraggio, non arrenderti ai pesi della vita, non chiuderti di fronte alle paure e ai peccati, ma vieni a me!”. Egli ci aspetta, ci aspetta sempre, non per risolverci magicamente i problemi, ma per renderci forti nei nostri problemi. Gesù non ci leva i pesi dalla vita, ma l’angoscia dal cuore; non ci toglie la croce, ma la porta con noi. E con Lui ogni peso diventa leggero, perché Lui è il ristoro che cerchiamo. Quando nella vita entra Gesù, arriva la pace, quella che rimane anche nelle prove, nelle sofferenze. Andiamo a Gesù, diamogli il nostro tempo, incontriamolo ogni giorno nella preghiera, in un dialogo fiducioso, personale; familiarizziamo con la sua Parola, riscopriamo senza paura il suo perdono, sfamiamoci del suo Pane di vita: ci sentiremo amati, ci sentiremo consolati da Lui. È Lui stesso che ce lo chiede, quasi insistendo. Lo ripete ancora alla fine del Vangelo di oggi: «Imparate da me […] e troverete ristoro per la vostra vita». E così, impariamo ad andare da Gesù e, mentre nei mesi estivi cercheremo un po’ di riposo da ciò che affatica il corpo, non dimentichiamo di trovare il ristoro vero nel Signore. Ci aiuti in questo la Vergine Maria nostra Madre, che sempre si prende cura di noi quando siamo stanchi e oppressi e ci accompagna da Gesù. (Angelus - Domenica  09/07/2017)

 

RIFORMARE L’ECONOMIA MONDIALE,

PER AIUTARE I POVERI

 

Nel Documento programmatico del mio Pontificato rivolto ai fedeli cattolici, l’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, ho proposto dei principi di azione per la costruzione di società fraterne, giuste e pacifiche. La gravità, la complessità e l’interconnessione delle problematiche mondiali sono tali che non esistono soluzioni immediate e del tutto soddisfacenti. Purtroppo, il dramma delle migrazioni, inseparabile dalla povertà ed esacerbato dalle guerre, ne è una prova.  Nei cuori e nelle menti dei governanti e in ognuna delle fasi d’attuazione delle misure politiche c’è bisogno di dare priorità assoluta ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura, e di rigettare i conflitti armati. A questo punto, non posso mancare di rivolgere ai Capi di Stato e di Governo del G20 e a tutta la comunità mondiale un accorato appello per la tragica situazione del Sud Sudan, del bacino del Lago Ciad, del Corno d’Africa e dello Yemen, dove ci sono 30 milioni di persone che non hanno cibo e acqua per sopravvivere. L’impegno per venire urgentemente incontro a queste situazioni e dare un immediato sostegno a quelle popolazioni sarà un segno della serietà e sincerità dell’impegno a medio termine per riformare l’economia mondiale ed una garanzia del suo efficace sviluppo. La storia dell’umanità, anche oggi, ci presenta un vasto panorama di conflitti attuali o potenziali. La guerra, tuttavia, non è mai una soluzione.  Mi sento obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi. Tuttavia, ciò non sarà possibile se tutte le parti non si impegnano a ridurre sostanzialmente i livelli di conflittualità, a fermare l’attuale corsa agli armamenti e a rinunciare a coinvolgersi direttamente o indirettamente nei conflitti, come pure se non si accetta di discutere in modo sincero e trasparente tutte le divergenze. È una tragica contraddizione e incoerenza l’apparente unità in fori comuni a scopo economico o sociale e la voluta o accettata persistenza di confronti bellici. I problemi vanno risolti in concreto e dando tutta la dovuta attenzione alle loro peculiarità, ma le soluzioni, per essere durature, non possono non avere una visione più ampia e devono considerare le ripercussioni su tutti i Paesi e tutti i loro cittadini, nonché rispettare i loro pareri e le loro opinioni.  Ho voluto offrire queste considerazioni come contribuito ai lavori del G20, fiducioso nello spirito di solidarietà responsabile che anima tutti i partecipanti. Invoco perciò la benedizione di Dio sull’incontro di Amburgo e su tutti gli sforzi della comunità internazionale per attivare una nuova era di sviluppo innovativa, interconnessa, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e inclusiva di tutti i popoli e di tutte le persone.

(Lettera al Cancelliere della Repubblica Democratica Tedesca in occasione dell'apertura dei lavori del vertice del G20 [Amburgo, 7-8 luglio 2017])

 

MISSIONE DEL CATECHISTA

 

San Francisco d’Assisi, quando uno dei suoi seguaci ha insistito per insegnargli a predicare, ha risposto in questo modo: "Fratello, [quando visitiamo i malati, aiutiamo i bambini e diamo da mangiare ai poveri] stiamo già predicando". In questa bella lezione è racchiusa la vocazione e il compito del catechista. In primo luogo, la catechesi non è un "lavoro" o un compito esterno alla persona del catechista, sino a che si è catechista e tutta la vita ruota attorno a questa missione. Infatti, "essere" catechista è una vocazione di servizio nella Chiesa, che è stato ricevuto come un dono del Signore deve a sua volta trasmetterlo. Da qui il catechista deve costantemente tornare a quel primo annuncio o "kerygma", che è il dono che ha cambiato la sua vita. È l'annuncio fondamentale che dovrebbe risuonare più e più volte nella vita del cristiano, e ancor di più in quello che è chiamato a proclamare e insegnare la fede. "Niente è più forte, più profondo, più sicuro, più denso e più saggio che tale annuncio" (Evangelii Gaudium, 165). Questo annuncio deve accompagnare la fede che è già presente nella religiosità del nostro popolo. Il catechista cammina da e con Cristo, non è una persona delle proprie idee e gusti, sino a che si lascia guardare da lui, per quello sguardo che infiamma il cuore. Quanto più rendendo Gesù il centro della nostra vita, tanto più ci fa uscire da noi stessi, ci decentra e ci rende più vicini agli altri. Quel dinamismo dell'amore è come il movimento del cuore "sistole e diastole”; è concentrato per incontrare il Signore e subito si apre per amore, per testimoniare Gesù e su Gesù, la predicazione di Gesù.  E’importante la catechesi "mistagogica" che è l'incontro costante con la Parola e con i sacramenti e non qualcosa di meramente occasionale prima della celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana. La vita cristiana è un processo di crescita e di integrazione di tutte le dimensioni della persona in un cammino comunitario di ascolto e di risposta (cfr Evangelii Gaudium, 166). Il catechista è anche creativo; alla ricerca di modi e mezzi differenti per annunciare Cristo.  È bello credere in Gesù, perché egli è "la via, la verità e la vita" (Gv 14, 6) che riempie la nostra vita con gioia e letizia. Questo tentativo di far conoscere Gesù come suprema bellezza ci porta a trovare nuovi segni e forme per la trasmissione della fede. I mezzi possono essere diversi, ma è importante tenere a mente lo stile di Gesù, che si adattava alla gente che gli stava di fronte per far loro comprendere l'amore di Dio.  Nella ricerca creativa per far conoscere Gesù non dobbiamo avere paura perché Lui ci precede in questo compito. Lui è già nell'uomo di oggi, e ci attende. Cari catechisti, vi ringrazio per quello che fate, ma soprattutto perché camminate con il popolo di Dio. Vi incoraggio a essere messaggeri allegri, custodi della bontà e della bellezza che risplendono nella vita fedele del discepolo missionario. Che Gesù li benedica tutti e la Vergine santa, vera "educatrice della fede", li curi. (Messaggio ai partecipanti al Primo Simposio Internazionale sulla Catechesi [Buenos Aires, 11-14 luglio 2017)  

 
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