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n°36 Sabato 7 Settembre2019

 

EDITORIALE

 Natività di Maria

 MARIA BAMBINA 07092019Quando è nata la Vergine Maria? Ovviamente nessuno lo sa con certezza. Alcune rivelazioni private dicono il 5 agosto, che è pure una festa mariana, anniversario della dedicazione della Basilica romana di Santa Maria Maggiore (detta anche Madonna della Neve in ricordo della neve caduta in piena estate sul colle Esquilino indicando al papa Liberio dove costruire la basilica). Comunque la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa festeggiano la nascita di Maria l’8 settembre, fin dal settimo secolo. La Chiesa ortodossa la festeggia all’inizio dell’anno liturgico, per significare che la Nascita di Maria è l’inizio della salvezza portata da Cristo. Anche da noi anticamente era così; l’anno cominciava nel mese di settembre chiamato ancora oggi, in dialetto sardo, “capidanni” (capodanno). Non ha molta importanza la data di nascita di Maria, allora non c’era l’anagrafe, importante è la sua nascita, “quando cioè il Creatore dell’universo ha costruito in Maria il suo tempio e la creatura è diventata dimora prescelta del Creatore” (Sant’Andrea di Creta), così che Maria diventa la dimora di Dio con gli uomini.

In Sardegna e in Gallura c’è molta devozione per la festa della Natività di Maria, detta popolarmente “Maria Bambina”. Si festeggia a Luogosanto, come Patrona e Regina della Gallura. Quest’anno, sabato 7 settembre, vigilia della festa, verrà aperta la Porta Santa, un privilegio di quella Basilica e in quel giorno farà l’ingresso anche il nuovo parroco don Efisio Coni, col mandato di dare slancio all’attività del santuario mariano più importante della diocesi. Don Efisio succede a don Sandro Serreri. C’è molta devozione anche a La Maddalena per la Natività di Maria Bambina, che è Patrona della parrocchia di Moneta. Veramente la parrocchia è dedicata all’Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo, nel Getsemani. La festa cade il Giovedì Santo, durante la Settimana Santa. Si festeggia ugualmente ma con più intimità e raccoglimento. Per cui, fin dalle origini della parrocchia, don Giuseppe Riva ha aggiunto la festa della Natività di Maria che era anche la Patrona dell’arsenale militare. Finché questo rimase aperto si svolgevano a La Maddalena, due celebrazioni in onore della Natività di Maria: una nella parrocchia dell’Agonia e una all’interno dell’arsenale militare. Segno di grande devozione è stata anche la bella accoglienza a La Maddalena, della statua della Madonna di Luogosanto alcuni anni fa. Tra gli anziani c’è chi ricorda ancora l’accoglienza festosa che, 70 anni fa, i fedeli dell’Isola fecero al simulacro della Madonna di Luogosanto in visita a La Maddalena. Ne daremo relazione, nel prossimo Bollettino interparrocchiale, ricavandola dai diari di Mons. Salvatore Capula. Maria, dimora di Dio con gli uomini, è modello di ogni battezzato, tempio vivo della gloria di Dio. L’Altissimo, con l’azione misteriosa dello Spirito Santo, si prepara nel cuore dei fedeli una dimora che purifica, illumina e consacra con la sua divina presenza.                                      

        D.D.

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 L'ultimo pellegrinaggio della stagione

PELLEGRINAGGIO SANTO STEFANO 31092019Certamente portiamo nel cuore tutte le belle giornate che abbiamo vissuto insieme con i pellegrinaggi estivi e ne avremo sicuramente nostalgia. Un'esperienza fantastica che ci ha fatto vivere momenti di emozione: emozione dello stare insieme, di pregare insieme, di riempirci gli occhi e il cuore della meravigliosa natura che ci circonda. E non è stato da meno l'ultimo pellegrinaggio della stagione, quello di sabato 31 agosto all'isola di Santo Stefano. Siamo "partiti" (per modo di dire dato che l'isola è a un tiro di schioppo dalla nostra), di pomeriggio e dopo un attracco eseguito con maestria dal comandante Onorato e dal suo equipaggio siamo approdati nella banchina prospiciente, incamminandoci poi verso la zona chiamata Puntarella per la celebrazione della Messa. Lì era stata posizionata una croce per ricordare quando nel 1793 Napoleone Bonaparte piazzò le sue artiglierie contro La Maddalena e grazie all'intervento del maddalenino Domenico Millelire, i francesi furono respinti. Durante quel bel pezzo di strada, abbiamo vissuto appieno il pellegrinaggio recitando il rosario con le meditazioni di don Domenico Degortes che ci accompagnava. Con nostra sorpresa, ci hanno raggiunto a piedi una decina di ospiti del villaggio ex Valtur, cechi, slovacchi e polacchi con la loro guida Dagmar, per partecipare alla Messa insieme a noi ed è stato un bellissimo momento di aggregazione e di preghiera condivisa!

Si può pregare ovunque ci si trovi, ma farlo tra le rocce in mezzo alla natura, davanti alla visione del nostro bel mare e della nostra isola, credo ci abbia dato l'opportunità di metterci in sintonia con il Signore e poterlo così sentire più vicino, perchè tutta la natura è un suo dono! E questo lo ha sottolineato don Domenico nella sua omelia ricordando che il 1° settembre viene celebrata la giornata nazionale per la custodia del creato e ognuno di noi ha il compito di salvaguardarlo per vivere meglio noi e quelli che verranno dopo di noi, come ci ricorda sempre Papa Francesco. Don Domenico ha anche fatto notare che da quel luogo potevamo godere di una vista privilegiata, non essendo abituati a vedere la nostra isola da quella posizione ed essa ci appariva come nuova.

Ritornati poi alla banchina in cui sostava la barca, anche se il cielo era offuscato dalle nuvole, non abbiamo resistito alla tentazione di fare il bagno in quelle acque trasparenti, mentre di fronte a noi andavano e venivano i traghetti e le barche. Rifocillati poi dai ragazzi di bordo con la pizza e l'anguria e naturalmente dai dolci di Vittoria, il comandante ci ha fatto fare il giro dell'isola e così, oltre a rivedere l'ex base militare americana, abbiamo avuto modo di ammirare quella splendida costa con le sue calette. Sbarcati poi a Villamarina, un bel gruppo si è recato sulla collinetta per poter visitare il luogo dove c'è il busto di Ciano. Nel viaggio di ritorno il sole, anche se era appena tramontato, ci ha regalato colori stupendi nel cielo e una colorazione rossastra del mare che abbiamo ammirato incantati da tanta bellezza.

Sono già 15 anni che si fanno questi pellegrinaggi estivi e lo dobbiamo a una intuizione di don Domenico che aveva iniziato recandosi a Santa Maria nel giorno dell'Assunta. Poi piano piano c'è stata l'idea di farli anche nelle altre isole del nostro arcipelago, compresa l'isola di Lavezzi.

Credo che con i miei scritti, io abbia reso l'idea di quanto siano stati apprezzati da tutti: ho cercato di esprimere al meglio le mie sensazioni, di come ho vissuto queste giornate e come le hanno vissute tutti quelli che vi hanno partecipato.

Doveroso un ringraziamento a don Andrea Domanski, a don Davide Mela e a don Domenico per averci accompagnato, a Pier Luigi Aversano, l'organizzatore per eccellenza, al comandante e al suo equipaggio e grazie a tutti i partecipanti, con i quali abbiamo vissuto momenti indimenticabili che porteremo sempre nel cuore.

Abbiamo anche fatto nuove amicizie e ci siamo salutati scambiandoci indirizzi e numeri telefonici. Ma prima di tutto ringraziamo Dio per le bellezze che ci ha donato, creando l'arcipelago più bello del mondo!!!

         Maria Vitiello

 

■ La Settimana della Salute Estate 2019

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (1)Si è appena conclusa per il secondo anno consecutivo la “Settimana della Salute”, iniziativa promossa dal Gruppo di Padre Pio di La Maddalena, con il contributo del Comune di La Maddalena e molti volontari, mediante la quale sono stati ospitati dal 23 Agosto al 30 Agosto a La Maddalena bambini e ragazzi provenienti dal reparto di Oncoematologia Pediatrica di Casa Sollievo della Sofferenza, l’Ospedale voluto da Padre Pio e sito a San Giovanni Rotondo, paese che ne conserva le sue spoglie mortali.

Quest'anno l'obbiettivo posto dagli organizzatori è stato quello di curare non solo la persona malata ma anche la famiglia che soffre.

I ragazzi, sono stati accompagnati da due operatori sanitari Celeste e Antonietta, da alcune mamme e un papà, insieme al Dott. Michele Giuliani, appena nominato dalla Santa Sede quale Direttore Generale dell’Opera di San Pio.

I nostri preziosi ospiti tanto attesi, in tutto 26 tra ragazzi ed accompagnatori, sono giunti per una settimana di vacanza e di riposo nel nostro bellissimo arcipelago, alloggiati presso l’Istituto San Vincenzo.

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (2)Tale iniziativa, organizzata appunto dal Gruppo di Padre Pio di La Maddalena attraverso varie iniziative benefiche, ha visto una settimana ricca di mare e di impegni, di divertimento e gioia per i nostri piccoli ospiti, tra cui la visita alle Scuole Sottufficiali ospiti della Marina Militare e ancora della Guardia Costiera, nonché al Museo Garibaldino, senza dimenticare le bellissime gite durante le quali hanno potuto assaporare e godere delle bellezze del nostro arcipelago a bordo delle motonavi Orient Express e Riviera di Gallura.

Sono state giornate intense, uniche, speciali, ricche di grandi emozioni, di amicizia e momenti indimenticabili, di allegria, nuotate, piccole camminate, frammenti di vita vissuti intensamente da tutti. Avere avuto il privilegio di condividere questi giorni preziosi con i nostri piccoli amici veri guerrieri, ci ha reso più forti, perché con la loro energia, la gioia e l’amore ci hanno tramesso, insegnato e testimoniato la loro “Voglia di Vita”.

BAMBINI OSPEDALE PADRE PIO 07092019 (3)Grande è stata la commozione il giorno dei saluti, difficile per tanti trattenere le lacrime.

Con gli occhi colmi di emozione e con un bagaglio di energia positiva e mille e più cose da raccontare, sono rientrati a San Giovanni Rotondo. Da parte del Gruppo di Preghiera Padre Pio rimane la volontà che questa Settimana “Speciale” si possa ripetere anche il prossimo anno.

Si coglie l’occasione per ringraziare il Sindaco Avv. Luca Montella e tutta l’Amministrazione Comunale, l’Istituto San Vincenzo, la Marina Militare, la Guardia Costiera, Don Andrea, Don Domenico e Don Davide, il Museo Garibaldino, la Delcomar, Cristian Delogu, Angela Benatti, l’Orient Express e Riviera di Gallura, Eraldo Melis, la Casa del Formaggio, Nonna Isa, la Pasticceria Biosa, Ottimo e Salato e le Dolcezze Napoletane, Tonino Scanu con i Frijolai, Photo Lollo, Maria Chiara Canu, Valerio Scanu, l’APS Isola nel Cuore-Classe ‘67, e tutti i membri del Gruppo di Preghiera di Padre Pio per l’insostituibile aiuto e costante presenza durante tutte le attività degli ospiti, con tutti i volontari silenziosi e anonimi che con il cuore hanno sostenuto tale iniziativa.

Il Responsabile del Gruppo di Padre Pio di La Maddalena Paolo Provenzano

 

■ La bellezza salverà il mondo.

È stato il tema dell’omelia durante la Messa che il vescovo Mons. Sanguinetti ha celebrato nella festa di Maria Stella Maris a Porto Cervo, il 28 agosto, nel 54° anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale. Ha citato una frase del grande scrittore russo Solgenitsin, (era presente alla Messa una rappresentanza della Chiesa ortodossa di Mosca): “Il mondo moderno, contro il grande albero dell’essere, ha spezzato il ramo del vero e il ramo della bontà. Solo rimane il ramo della bellezza, ed è questo ramo che ora dovrà assumere tutta la forza della linfa e del tronco”. Qui sorge una domanda, ha proseguito il Vescovo: “Quale bellezza salverà il mondo?” È la bellezza che ispira e crea equilibrio e armonia tra il mondo interiore dell’individuo umano e la realtà che lo circonda. È la bellezza che porta oltre l’effimero, che apre il cuore all’altro, al fratello e alla trascendenza, che consente di non rimanere invischiati e intrappolati nel contingente. Ha accennato alla bellezza architettonica della chiesa di Stella Maris che rimanda ad un sommamente Altro, al Cristo. Ed ha citato la frase di sant’Agostino del quale quel giorno ricorreva la memoria: “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me ed io ero fuori e là ti cercavo…Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, ed hai finalmente guarito la mia cecità…Mi hai toccato ed ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace”. Non solo della bellezza architettonica di questa chiesa la comunità è custode ma soprattutto della bellezza di Cristo, di questa bellezza deve essere testimone e annunciatrice. E ciò in una società in cui anche il bello è standardizzato e banalizzato, rinchiuso in modelli artificiali e artefatti. L’odierno è un mondo che evita la profondità, perché si accontenta della superficie. È un mondo distratto di fronte alla realtà. Incapace di vivere il presente, perché non sa progettare il proprio futuro. Talmente annegato nella sua artificiosa complessità da aver perso di vista il bello della semplicità. L’affannosa ricerca del superfluo lo porta a perdere il baricentro dell’esistenza. La nostra è una società che sembra girare a vuoto, senza meta e senza senso. Sempre più si fa forte il bisogno dell’essenziale. Abbiamo bisogno della bellezza autentica che salvi il mondo. Maria Stella stella del Mare è icona di bellezza, Tutta bella sei, o Maria, dice un antico canto gregoriano, Maria ci porta a Cristo. Essa riflette la luce di Cristo, è faro e guida. Stella Maris è un appellativo che si rifa’ all’uso antico di chi viaggiava in mare di affidarsi alle stelle per individuare la rotta giusta del proprio viaggio, quando ancora non esistevano le bussole e le guide satellitari. Facciamo nostro, ha concluso il Vescovo, l’invito di san Bernardo: “Se ondeggiamo tra burrasche e tempeste…se siamo sbattuti dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia…se l’ira, l’avarizia, le lusinghe della carne scuotono la navicella del nostro animo…se il peccato, la tristezza e la disperazione, si impadroniscono di noi… guardiamo la stella, invochiamo Maria”.

 D.D.

 

Ho incontrato Anna Maria.

ANNAMARIA GASPA 07092019Prima di partire sono andata a trovare Anna Maria Gaspa. Durante tutto il mio soggiorno a La Maddalena, ci siamo sentite telefonicamente, confrontandoci anche sul contenuto di un libro intitolato: "Istruzioni di volo degli angeli per non cadere a terra", che voleva regalarmi. Mi chiamava per leggermi alcuni aforismi che la colpivano, maggiormente, e desiderava condividerli con me.

Ho conosciuto Anna Maria in parrocchia, quasi sempre vicino alla porta, impegnata nel tavolo delle riviste e dei libri e, immancabilmente, mi salutava con affetto.

Un po' per volta si è creato tra di noi un clima di rispetto e stima reciproca, tanto da invitarmi a partecipare alla sua trasmissione "Noi e gli altri" su radio Arcipelago. In quell'occasione abbiamo presentato il libro "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint Exupery. La fiaba, ricca di grandi valori e di profondi messaggi, racconta di un bambino il Piccolo Principe che vive su un asteroide insieme ad una rosa che è la sua unica amica. Un giorno litiga con lei e decide, per dimenticare, di intraprendere un viaggio nei pianeti vicini. Sulla Terra incontra il Pilota e lo aiuterà a ritrovare se stesso attraverso la riscoperta di quelle qualità proprie del bambino che sono dentro di lui, insegnandogli a valorizzare le cose semplici della vita.

Testo molto amato anche da Anna Maria e, come mi ha fatto notare, gli stessi valori, in parte, si trovano anche nel primo aforisma, scritto da Paulo Coelho, che ha scelto di leggermi: "Raramente ci rendiamo conto che siamo circondati da ciò che è straordinario. I miracoli avvengono intorno a noi, i segnali di Dio ci indicano la strada, gli Angeli chiedono di essere ascoltati". Un messaggio, come mi ha confidato, che sta sperimentando, particolarmente, in questo momento, nonostante la sua malattia e forse anche grazie ad essa. Infatti, ora cerca di abbracciare, soprattutto, la bellezza delle piccole cose quotidiane, che si coglie solo aprendo "gli occhi del cuore", che rendono straordinario ciò che prima sembrava solo un gesto dettato dall'abitudine e, a volte, noioso. E i suoi occhi si stanno rivelando, a mio modesto avviso, particolarmente, sensibili e attenti ad ogni sfumatura, facendo tesoro proprio degli insegnamenti letti anche nella fiaba. A conferma di ciò, il desiderio da lei espresso: "Vorrei tanto ammirare un tramonto a Tegge come quando ero una bambina"! Lo stesso desiderio che ritroviamo anche nel Piccolo Principe che esordisce rivolgendosi al Pilota: "Vorrei tanto vedere un tramonto"! "Perché?" gli chiede il Pilota. E lui risponde: "Sai un tramonto può far bene anche al cuore". Ed ancora, a riconferma di questa grande verità, mi ha colpito la luce nei suoi occhi alla vista degli amaretti e dei papassini che le ho portato ed il suo cuore ha esultato con un'esclamazione, forse al ricordo di quando da fanciulli "il poco che avevamo era il tutto" e i dolci fatti in casa dalla mamma con il loro profumo, scandivano i giorni di festa e con niente ci rendevano felici.

Un altro aforisma, composto da Lucrezio, che mi ha letto, è stato: "Ciascuno di noi è un angelo con una sola ala e possiamo volare solo abbracciati gli uni agli altri". Aforisma che Anna Maria per tutta la sua vita ha vissuto, impegnandosi in varie realtà sia religiose che laiche come la Caritas e non solo e che ora alcune sorelle della Parrocchia stanno mettendo in pratica verso di lei, da subito, con amore, persone che hanno capito, veramente, cosa vuol dire "amare i fratelli come Gesù ci ama".

Tutti grandi insegnamenti di vita per me.

Grazie Anna Maria per avermi fatto scoprire l'importanza degli angeli nel mio cammino e grazie per la dedica nella quale mi auguri che un Angelo sia sempre seduto accanto a me. Ti voglio bene.        

       Maria Giovanna Cilla

 

 

Condoglianze ai famigliari di Battistina Fresi ved.Fresi che è tornata alla casa del Padre Celeste.

 

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 

1. Domenica 8 settembre festa della Natività di B. V. Maria. S. Messe come ogni domenica tranne la S.Messa a Stagnali. Programma della festa di Maria Bambina vedi il manifesto.

 2. Sabato 14 settembre festa della Esaltazione della Santa Croce.

 3. Da domenica 15 settembre cambiano alcuni orari delle S. Messe domenicali: vedi orari delle S.Messe nelle chiese dell’Isola.

 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 

 1. Domenica 8 settembre festa della Natività di B. V. Maria. S. Messe come ogni domenica:

Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena.

Non ci sarà la S.Messa alla Sacra Famiglia a Padule.

Programma della festa di Maria Bambina vedi il manifesto.

 2. Mercoledì 11 settembre h.18.00 S. Messa nella chiesa della SS. Trinità.

 3. Sabato 14 settembre festa della Esaltazione della Santa Croce.

 4. Da domenica 15 settembre cambiano alcuni orari delle S. Messe domenicali: vedi orari delle S. Messe nelle chiese dell’Isola.

 

 MANIFESTO FESTA MARIA BAMBINA 2019

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

(da domenica 15 settembre 2019)

 

Giorni Festivi

 Ore 8.00 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 9.30 Santa Maria Maddalena

Ore 11.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

Ogni prima domenica del mese:

Ore 18.00 Sacra Famiglia (Padule)

 

Ogni seconda domenica del mese

Ore 10.30 Madonna della Pace – Stagnali

 

Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

 

M A G I S T E R O

 

GESÙ CI MOSTRA SEMPRE LA VIA DELL’UMILTÀ

VANGELO LUCA 14 13 14Il Vangelo di Lc 14,1.7-14 ci mostra Gesù che partecipa a un banchetto nella casa di un capo dei farisei. Gesù guarda e osserva come gli invitati corrono, si affrettano per procurarsi i primi posti. È un atteggiamento piuttosto diffuso, anche ai nostri giorni, e non solo quando si è invitati a un pranzo: abitualmente, si cerca il primo posto per affermare una presunta superiorità sugli altri. In realtà, questa corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità. Tutti conosciamo queste persone: arrampicatori, che sempre si arrampicano per andare su, su… Fanno male alla fraternità, danneggiano la fraternità. Di fronte a questa scena, Gesù racconta due brevi parabole.

La prima parabola è rivolta a colui che è invitato a un banchetto, e lo esorta a non mettersi al primo posto, «perché – dice – non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Per favore, vai indietro, cedigli il posto!”». Una vergogna! «Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto». Gesù invece insegna ad avere l’atteggiamento opposto: «Quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, veni più avanti!”». Dunque, non dobbiamo cercare di nostra iniziativa l’attenzione e la considerazione altrui, ma semmai lasciare che siano gli altri a darcele. Gesù ci mostra sempre la via dell’umiltà - dobbiamo imparare la via dell’umiltà! – perché è quella più autentica, che permette anche di avere relazioni autentiche. La vera umiltà, non la finta umiltà, quella che in Piemonte si chiama la mugna quacia, no, quella no. La vera umiltà.

Nella seconda parabola, Gesù si rivolge a colui che invita e, riferendosi al modo di selezionare gli invitati, gli dice: «Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti». Anche qui, Gesù va completamente contro-corrente, manifestando come sempre la logica di Dio Padre. E aggiunge anche la chiave per interpretare questo suo discorso. E qual è la chiave? Una promessa: se tu farai così, «riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Questo significa che chi si comporta così avrà la ricompensa divina, molto superiore al contraccambio umano: io ti faccio questo favore aspettando che tu me ne faccia un altro. No, questo non è cristiano. La generosità umile è cristiana. Il contraccambio umano, infatti, di solito falsa le relazioni, le rende “commerciali”, introducendo l’interesse personale in un rapporto che dovrebbe essere generoso e gratuito. Invece Gesù invita alla generosità disinteressata, per aprirci la strada verso una gioia molto più grande, la gioia di essere partecipi dell’amore stesso di Dio che ci aspetta, tutti noi, nel banchetto celeste.

La Vergine Maria, «umile ed alta più che creatura» (Dante, Paradiso, XXXIII, 2), ci aiuti a riconoscerci come siamo, cioè piccoli; e a gioire nel donare senza contraccambio.

Dopo l'Angelus Oggi ricorre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Una preghiera ecumenica, che anima la presa di coscienza e l’impegno per tutelare la nostra casa comune, a partire da uno stile di vita personale e familiare più sostenibile. Da oggi fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è un tempo favorevole alla lode di Dio per tutte le sue creature e all’assunzione di responsabilità di fronte al grido della Terra.  (ANGELUS – Domenica 01/09/2019)

 

«DIO VIDE CHE ERA COSA BUONA» (Gen 1,25)

 

Lo sguardo di Dio, all’inizio della Bibbia, si posa dolcemente sulla creazione. Dalla terra da abitare alle acque che alimentano la vita, dagli alberi che portano frutto agli animali che popolano la casa comune, tutto è caro agli occhi di Dio, che offre all’uomo il creato come dono prezioso da custodire.

Tragicamente, la risposta umana al dono è stata segnata dal peccato, dalla chiusura nella propria autonomia, dalla cupidigia di possedere e di sfruttare. Egoismi e interessi hanno fatto del creato, luogo di incontro e di condivisione, un teatro di rivalità e di scontri. Così si è messo in pericolo lo stesso ambiente, cosa buona agli occhi di Dio divenuta cosa sfruttabile nelle mani dell’uomo. Il degrado si è accentuato negli ultimi decenni: l’inquinamento costante, l’uso incessante di combustibili fossili, lo sfruttamento agricolo intensivo, la pratica di radere al suolo le foreste stanno innalzando le temperature globali a livelli di guardia. L’aumento dell’intensità e della frequenza di fenomeni meteorologici estremi e la desertificazione del suolo stanno mettendo a dura prova i più vulnerabili tra noi. Lo scioglimento dei ghiacciai, la scarsità d’acqua, l’incuria dei bacini idrici e la considerevole presenza di plastica e microplastica negli oceani sono fatti altrettanto preoccupanti, che confermano l’urgenza di interventi non più rimandabili. Abbiamo creato un’emergenza climatica, che minaccia gravemente la natura e la vita, inclusa la nostra.

Alla radice, abbiamo dimenticato chi siamo: creature a immagine di Dio, chiamate ad abitare come fratelli e sorelle la stessa casa comune. Non siamo stati creati per essere individui che spadroneggiano, siamo stati pensati e voluti al centro di una rete della vita costituita da milioni di specie per noi amorevolmente congiunte dal nostro Creatore. È l’ora di riscoprire la nostra vocazione di figli di Dio, di fratelli tra noi, di custodi del creato. È tempo di pentirsi e convertirsi, di tornare alle radici: siamo le creature predilette di Dio, che nella sua bontà ci chiama ad amare la vita e a viverla in comunione, connessi con il creato.

Perciò invito fortemente i fedeli a dedicarsi alla preghiera in questo tempo, che da un’opportuna iniziativa nata in ambito ecumenico si è configurato come Tempo del creato: un periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune che si apre oggi, 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato, e si concluderà il 4 ottobre, nel ricordo di San Francesco d’Assisi. È l’occasione per sentirci ancora più uniti ai fratelli e alle sorelle delle varie confessioni cristiane. Penso, in particolare, ai fedeli ortodossi che già da trent’anni celebrano la Giornata odierna. Sentiamoci anche in profonda sintonia con gli uomini e le donne di buona volontà, insieme chiamati a promuovere, nel contesto della crisi ecologica che riguarda ognuno, la custodia della rete della vita di cui facciamo parte. È questo il tempo per riabituarci a pregare immersi nella natura, dove nasce spontanea la gratitudine a Dio creatore. San Bonaventura, cantore della sapienza francescana, diceva che il creato è il primo “libro” che Dio ha aperto davanti ai nostri occhi, perché ammirandone la varietà ordinata e bella fossimo ricondotti ad amare e lodare il Creatore...omissis...

(Messaggio per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO - 1 SETTEMBRE 2019)

 

È QUESTO IL TEMPO PER RIFLETTERE SUL NOSTRO STILE DI VITA

 

...omissis... Nel silenzio e nella preghiera possiamo ascoltare la voce sinfonica del creato, che ci esorta ad uscire dalle nostre chiusure autoreferenziali per riscoprirci avvolti dalla tenerezza del Padre e lieti nel condividere i doni ricevuti. In questo senso possiamo dire che il creato, rete della vita, luogo di incontro col Signore e tra di noi, è «il social di Dio». Esso ci porta a elevare un canto di lode cosmica al Creatore, come insegna la Scrittura: «Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore; lodatelo ed esaltatelo nei secoli» (Dn 3,76). È questo il tempo per riflettere sui nostri stili di vita e su come le nostre scelte quotidiane in fatto di cibo, consumi, spostamenti, utilizzo dell’acqua, dell’energia e di tanti beni materiali siano spesso sconsiderate e dannose. In troppi stiamo spadroneggiando sul creato. Scegliamo di cambiare, di assumere stili di vita più semplici e rispettosi! È ora di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili e di intraprendere, in modo celere e deciso, transizioni verso forme di energia pulita e di economia sostenibile e circolare. E non dimentichiamo di ascoltare le popolazioni indigene, la cui saggezza secolare può insegnarci a vivere meglio il rapporto con l’ambiente.

È questo il tempo per intraprendere azioni profetiche. Molti giovani stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose. Sono delusi da troppe promesse disattese, da impegni presi e trascurati per interessi e convenienze di parte. I giovani ci ricordano che la Terra non è un bene da sciupare, ma un’eredità da trasmettere; che sperare nel domani non è un bel sentimento, ma un compito che richiede azioni concrete oggi. A loro dobbiamo risposte vere, non parole vuote; fatti, non illusioni. Le nostre preghiere e i nostri appelli sono volti soprattutto a sensibilizzare i responsabili politici e civili. Penso in particolare ai Governi che nei prossimi mesi si riuniranno per rinnovare impegni decisivi a orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte. Vengono alla mente le parole che Mosè proclamò al popolo come una sorta di testamento spirituale prima dell’ingresso nella Terra promessa: «Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza» (Dt 30,19). Sono parole profetiche che potremmo adattare a noi e alla situazione della nostra Terra. Scegliamo dunque la vita! Diciamo no all’ingordigia dei consumi e alle pretese di onnipotenza, vie di morte; imbocchiamo percorsi lungimiranti, fatti di rinunce responsabili oggi per garantire prospettive di vita domani. Non cediamo alle logiche perverse dei guadagni facili, pensiamo al futuro di tutti! In questo senso riveste speciale importanza l’imminente Vertice delle Nazioni Unite per l’azione sul clima, durante il quale i Governi avranno il compito di mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti per raggiungere quanto prima emissioni nette di gas serra pari a zero e di contenere l’aumento medio della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nel prossimo mese di ottobre, poi, l’Amazzonia, la cui integrità è gravemente minacciata, sarà al centro di un’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi. Cogliamo queste opportunità per rispondere al grido dei poveri e della Terra! Ogni membro della famiglia umana può contribuire a tessere, come un filo sottile, ma unico e indispensabile, la rete della vita che tutti abbraccia. Sentiamoci coinvolti e responsabili nel prendere a cuore, con la preghiera e con l’impegno, la cura del creato. Dio, «amante della vita», ci dia il coraggio di operare il bene senza aspettare che siano altri a iniziare, senza aspettare che sia troppo tardi. (Messaggio per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO - 1 SETTEMBRE 2019) a cura di A. Panzera

 
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n°35 Sabato 31 Agosto 2019

 

EDITORIALE

 Credenti o creduloni?

 Il grande romanziere inglese Chesterton ha scritto che chi smette di credere in Dio non è che non crede più in nulla, ma finisce per credere in tutto. Anche nelle superstizioni più evidenti e irrazionali. Purtroppo la carenza dei sacerdoti favorisce ignoranza religiosa che dilaga sempre di più anche nelle persone che magari hanno ricevuto i sacramenti ma la loro formazione spirituale si è fermata con la cresima vuol dire all’età di 12 anni. Tutto ciò non è privo di conseguenze. È banale forse ricordarlo ma davvero, come sosteneva l’antropologo René Girard, l’uomo è un essere religioso, ha bisogni di credere in ideali alti e in qualche modo di ‘vedere l’invisibile’. Ora con la crisi della Chiesa ci sono sempre di più quelli che ricorrono a dei surrogati di religione e di spiritualità, oppure finiscono per dare credito alle sette religiose e pseudo-mistiche (tra cui i testimoni di Geova, Scientology, il Dalai Lama, etc) oppure si affidano ai maghi, astrologi, cartomanti o gruppi esoterici. Diversi scherzano su questi fenomeni, classificati come fenomeni da baraccone, mentre invece sono ben più pervasivi e pericolosi a livello spirituale e di questo ne potrebbero parlare molto gli esorcisti.

In questi giorni ho letto una riflessione molto interessante di Antonio Fiori docente universitario di cui riporto qualche passaggio:

“In verità basterebbe anche l’attento uso della ragione a preservare l’uomo di buon senso da queste pericolose corbellerie. Ma tant’è: quando decade la religione a poco a poco si appanna anche la ragione. E purtroppo è vero anche il contrario: l’epoca di irrazionalismo che ci caratterizza, ed anche di emotività e predominio degli istinti sulla riflessione, porta ad allontanarsi da Dio e alla fabbricazione testarda di nuovi idoli, magari virtuali e in salsa post-moderna.

Il controsenso dell’Oroscopo.

L’uomo è libero perché è razionale. E tutti possiamo capire facilmente di essere liberi (nel movimento per esempio o nel pensiero). Quindi anche di essere razionali. Ora, se fosse vero l’Oroscopo, nessuno sarebbe libero. Perché le cose e gli eventi sarebbero già scritti e conosciuti in anticipo – senza quindi possibilità di cambiamento – dall’astrologo o dal medium di turno. Ma questo è completamente assurdo. Si noti per esempio il caso dei gemelli (monozigoti). Nati lo stesso anno, giorno, minuto perfino e sotto lo stesso cielo (posizione degli astri e loro eventuale influenza, eccetera). Con patrimonio genetico identico. Come mai, all’opposto di quanto insegnano gli esperti di scienze occulte, invece di avere attitudini identiche, sono spesso e volentieri molto diversi, in termini di mentalità, tendenze, simpatie e scelte di vita? I segni zodiacali, come segni di attitudini definitive sono pure leggende, oggi divenute un business o almeno un passatempo per le masse post-cristiane. In realtà, se il segno mi rivelasse delle disposizioni permanenti o degli accadimenti futuri certi, la libertà umana sarebbe solo apparente.

L’uomo non potrebbe avere meriti agli occhi di Dio senza la sua libertà. Lui che è Padre premia l’atto virtuoso e condanna l’atto vizioso permettendoli però entrambi proprio perché atti liberi. Quindi tutto il mondo dell’occulto e dell’astrologia è un coacervo di irrazionalità e di irreligiosità. Ecco perché difronte ad esso dobbiamo sempre più credere nella ragione, sacrario dell’uomo, e soprattutto nella fede, luce dell’intelletto. Con queste potentissime armi, sconfiggeremo tutte le paure, le ansie e le follie di un mondo sempre più senza Dio.”

San Giovanni Paolo II ha scritto: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. E Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso”.                                           

 Don Andrea

 

■ Catechismo della Chiesa Cattolica

III. «Non avrai altri dèi di fronte a me»

2110 Il primo comandamento vieta di onorare altri dèi, all'infuori dell'unico Signore che si è rivelato al suo popolo. Proibisce la superstizione e l'irreligione. La superstizione rappresenta, in qualche modo, un eccesso perverso della religione; l'irreligione è un vizio opposto, per difetto, alla virtù della religione.

La superstizione

2111 La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un'importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, è cadere nella superstizione.61

L'idolatria

2112 Il primo comandamento condanna il politeismo. Esige dall'uomo di non credere in altri dèi che nell'unico Dio, di non venerare altre divinità che l'Unico. La Scrittura costantemente richiama a questo rifiuto degli idoli che sono «argento e oro, opera delle mani dell'uomo », i quali « hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono... ». Questi idoli vani rendono l'uomo vano: « Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida » (Sal 115,4-5.8).62 Dio, al contrario, è il « Dio vivente » (Gs 3,10),63 che fa vivere e interviene nella storia.

2113 L'idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio. C'è idolatria quando l'uomo onora e riverisce una creatura al posto di Dio, si tratti degli dèi o dei demoni (per esempio il satanismo), del potere, del piacere, della razza, degli antenati, dello Stato, del denaro, ecc. «Non potete servire a Dio e a mammona», dice Gesù (Mt 6,24). Numerosi martiri sono morti per non adorare «la Bestia»,64 rifiutando perfino di simularne il culto. L'idolatria respinge l'unica Signoria di Dio; perciò è incompatibile con la comunione divina.65

2114 La vita umana si unifica nell'adorazione dell'Unico. Il comandamento di adorare il solo Signore unifica l'uomo e lo salva da una dispersione senza limiti. L'idolatria è una perversione del senso religioso innato nell'uomo. Idolatra è colui che « riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chicchessia anziché a Dio ».66

Divinazione e magia

2115 Dio può rivelare l'avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell'abbandonarsi con fiducia nelle mani della provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo. L'imprevidenza può costituire una mancanza di responsabilità.

2116 Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l'avvenire.67 La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

2117 Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l'invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui.

 

■ LA DIVINAZIONE. Pratica pericolosa vietata da Dio, è un peccato gravissimo.

Esistono molte altre forme di divinazione, comunemente chiamate “mantiche”. Molte di queste sono particolarmente diffuse in alcuni paesi come l’Africa, mentre altre sono diffuse un pò ovunque. Alla base di esse ci sarebbe la presunta capacità di ottenere informazioni, ritenute inaccessibili, da fonti soprannaturali; tali pratiche si esprimono spesso attraverso un rituale, solitamente in un contesto magico-superstizioso, e generalmente si basano sull’interpretazione di segni, eventi, simboli o presagi. Alla base di queste pratiche c’è infatti la credenza che particolari entità spirituali agiscano tramite gli oggetti utilizzati o particolari fenomeni, per fornire indicazioni riguardo ad uno specifico evento o riguardo al futuro.  

(….)

Sia in TV che su radio e Internet, come nell'educazione o in famiglia, oggi non si distingue la prova scientifica dalla superstizione, la credenza religiosa dalla magia, la fantasia dalla realtà, e così ci sono persone che vedono documentari che si presentano come “scientifici” su extraterrestri, spiriti che abitano case abbandonate o persone che vedono il futuro credendo che tutto questo sia una verità dimostrata dalla scienza. La mancanza di pensiero critico e di una fede matura porta molti credenti a credere nella magia e a riempirsi di paure superstiziose.

Libertà o destino?

Credere nella divinazione del futuro nega in senso stretto la libertà dell'essere umano. Accettare che qualcuno possa indovinare il futuro con certezza assoluta è affermare che c'è un destino al quale non si può sfuggire, ma così si negherebbe la libertà con cui Dio ci ha creati. Ogni persona è libera di costruire la propria storia. Anche se siamo condizionati da molte cause culturali, sociali, biologiche e psicologiche, continuiamo ad essere liberi di decidere cosa fare della nostra vita. La cosa certa è che molti per curiosità o ansia, paura o superstizione desidererebbero sapere in anticipo il loro futuro, come modo per controllare tutto.

Superstizione all'interno della Chiesa?

In questo clima socioculturale in cui ci muoviamo, i cristiani si vedono sfidati nella loro fede dal pensiero magico, che si infiltra impercettibilmente nel modo stesso di vivere la fede. Questa realtà diventa evidente quando si presentano le verità della fede cattolica in modo infantile, magico e superstizioso, o quando si usano rosari, acqua benedetta e medaglie non come sacramentali, ma come amuleti magici che hanno poteri in sé, senza riferimento alla fede in Dio. O ancora, quando si predica sul demonio partendo non dalla prospettiva cattolica, ma da un dualismo manicheo in cui coesistono due forze uguali e antagoniste, immergendo i credenti nella paura e nella superstizione.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che “la superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un'importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, è cadere nella superstizione” (n. 2111).

Questo tipo di mentalità predispone a una maggiore credulità verso ogni tipo di proposte magiche e superstiziose, quando non esoteriche e presuntamente paranormali. La mancanza di formazione nella propria fede e l'ambiente culturale favorevole al sincretismo e al relativismo religioso impediscono di vedere l'incompatibilità di queste convinzioni e pratiche con la fede cristiana.

Il discernimento: cause naturali o soprannaturali?

“Sia la Chiesa che la scienza sostengono un principio di economia, che è allo stesso tempo di prudenza e oggettività e che stabilisce che di fronte a un fatto straordinario non si deve mai dare una risposta di ordine preternaturale se la cosa può essere spiegata naturalmente. Solo quando finiscono le possibilità di una spiegazione naturale si può iniziare a pensare alla possibilità, e non alla certezza, di una di ordine non naturale” (J.M. Baamonde).

Lo stesso Rituale degli esorcismi chiede che l'esorcista non realizzi il rito prima di aver compiuto un'indagine esaustiva, scartando malattie psicologiche, eccessiva credulità, superstizione e ogni tipo di possibili situazioni confuse, senza per questo smettere di assistere spiritualmente le persone. Il Catechismo dice anche che “è importante accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia” (n. 1673).

La prudenza della Chiesa per pronunciarsi di fronte a fenomeni straordinari ha le sue ragioni ampiamente diffuse e conosciute nei documenti magisteriali. Lo stesso criterio si deve applicare a tutti gli altri fenomeni presuntamente straordinari. Anche se ci sono casi di esorcisti che per opinione personale si allontanano dalla dottrina della Chiesa, bisogna ricordare che la fede dei cattolici non è guidata da opinioni particolari, ma dal Magistero della Chiesa.

E nel caso di indovini e veggenti?

Nel caso della divinazione, è ampiamente dimostrato che la maggior parte dei presunti veggenti e indovini è protagonista di una vera frode, che utilizza tecniche ampiamente conosciute e studiate dalla psicologia per ingannare e truffare le persone che con credulità pensano che questi soggetti stiano indovinando la loro vita e il loro futuro. Le note profezie compiute di astrologi e veggenti sono semplicemente l'associazione di eventi quotidiani con predizioni vaghe del passato, che al credulo che confida in loro fa pensare che abbiano indovinato il futuro.

È vero che ci sono dei casi eccezionali, che non sono stati spiegati nella loro totalità. In casi straordinari, nei quali qualcuno può indovinare qualcosa del futuro di una persona, quello che vede non sarebbe un destino immodificabile, ma una predizione possibile, e al cristiano è proibito consultare una persona che dica di avere questo “dono”, per i motivi che il Catechismo spiega chiaramente. È un atto di infedeltà verso Dio, di mancanza di fiducia in Lui e di idolatria, perché si dà fede a realtà estranee all'unico Dio vivo e vero. Mediante queste pratiche occultiste, inoltre, le persone aprono la propria vita spirituale a una possibile influenza maligna. Qualunque sia la ragione, consultare questi personaggi è un'opzione contraria alla fede cristiana.

L'ansia di conoscere il futuro è un desiderio di controllo e una negazione della fede e della fiducia nella provvidenza di Dio. L'occultismo esoterico e le diverse “-manzie”, inoltre, hanno una visione dell'uomo, del cosmo e della vita che diverge radicalmente dalle concezioni giudaico-cristiane contenute nella Bibbia.

E se quelli che interpellano non sono cattolici, devono comunque essere aiutati a non lasciarsi ingannare, a non farsi confondere e soprattutto a non cadere nelle reti dell'occultismo e della superstizione, che non portano mai a un esito positivo.

Accostarsi alla pratica dello spiritismo e della divinazione e consultare presunti veggenti è aprire la porta al maligno e un modo sicuro di allontanarsi dalla fede in Dio, e quindi di vivere nella paura, nell'insicurezza e nella mancanza di speranza.

Cosa insegna la Bibbia?

“Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Deuteronomio, 18,  9-12)

Il futuro non è nelle stelle, ma nelle nostre mani

Monsignor Jean Vernette, uno dei maggiori esperti di questi temi, lo ha sintetizzato in modo semplice e chiaro:

“Dio non è un direttore di teatro che ha stabilito anche il minimo dettaglio di tutti i nostri passi. Non ci ha fabbricato un destino, tracciato in anticipo. Ci ha dato la libertà, e quindi non rinnegherà la sua opera togliendoci con una mano ciò che ci ha dato con l'altra.

Non è tuttavia l'Onnipotente? Sì, ma onnipotente per amore. Non alla maniera di un potentato che impone un itinerario prefissato, ma alla maniera di un padre che propone un percorso perché è quello della felicità autentica e della piena realizzazione di se stessi. E non lo impone mai. Dio e l'uomo collaborano l'uno con l'altro.

La vita di ogni persona è la confluenza di due libertà, quella di Dio e quella dell'essere umano, che operano insieme per costruire un destino unico. Nessuno ha la chiave del nostro futuro. Nessuno ne ha il controllo. Il destino è interamente nelle nostre mani. Mani che, dicono i credenti, unite a quelle di Dio costruiscono oggi con piena libertà il presente, il domani e l'avvenire”. [Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti] dal sito ALETEIA.ORG

 

I FATTI DELLA SETTIMANA

 Una giornata a Spargi.

MESSA A SPARGI AGOSTO 2019Sabato 24 agosto siamo stati protagonisti di un'altra bellissima giornata in quel di Spargi. Per poter godere delle bellezze della nostra isola, delle sue spiagge, delle sue calette e del suo magnifico mare, sarebbe necessario avere una barchetta o un gommone, ma quando questo non è possibile , quale occasione migliore partecipare alle gite-pellegrinaggi organizzate dalla parrocchia? Chi ha avuto modo di farlo una volta non può farne più a meno: spiritualità, ma anche tanta gioia di stare insieme in armonia, momenti di divertimento in mezzo a una natura fantastica, con un trattamento speciale di simpatia e cortesia da parte dell'equipaggio del barcone che ci accompagna. Spargi è vicina all'isola madre per cui in poco tempo ci siamo avvicinati alla sua costa ed essa ci è apparsa in tutta la sua selvaggia bellezza! Siamo sbarcati a Cala Granara che è un vero spettacolo della natura, una spiaggia dalla sabbia fine e l'acqua trasparente, cristallina che il riverbero del sole fa brillare. Sembrava di fare il bagno in una piscina! Tante barche e motoscafi anche di grandi dimensioni si fermavano al largo, attratti dal fascino di quel posto. Dopo due ore di quella meraviglia, il comandante Onorato ci ha portato a Cala Ferrigno, un pò diversa dalla prima ma ugualmente bella: anche lì abbiamo fatto una bella nuotata e poi tutti insieme, abbiamo consumato il pranzo preparato dai ragazzi di bordo. Come sempre è un bel momento di condivisione, abbiamo anche potuto assaggiare qualche prelibatezza portata da casa. Poi, ormai Vittoria ci ha viziati e abbiamo gustato la sua mitica torta e anche deliziosi biscotti. Nel tempo libero tanti hanno voluto fare un'escursione, addentrandosi in un sentiero dalla fitta vegetazione, procurandosi anche qualche graffio, cercando di farsi spazio nell'alta macchia. Per arrivare poi in cima alla collina dove c'è la Vedetta di Guardia Preposti e godere da lì uno splendido panorama. Chi invece è rimasto sulla barca è stato attratto dalle migliaia di pesci che saltavano fuori dall'acqua per riuscire ad afferrare qualche pezzo di pane duro: una scena incredibile! La barca era cullata da un leggero grecale che increspava appena l'acqua e in lontananza la magnifica visuale della isole Barrettini, Barrettinelli, l'isola Piana e anche Santa Maria, mentre barche e grandi motoscafi solcavano l'azzurro mare. Spostandoci poi a Cala Corsara, ci siamo potuti tuffare in quelle splendide acque che assumono diverse colorazioni in base al fondale. Verso le 17, con il gommone del parco è arrivato don Domenico Degortes e abbiamo partecipato alla Messa sulla terrazza della sede del parco, sentendoci veramente nella cattedrale del creato, davanti alla spettacolare vista della cala e della straordinaria scultura naturale della Testa della Strega che si stagliava davanti al sole ancora alto. Nella sua omelia don Domenico non poteva fare a meno di lodare Dio per le meraviglie che ci circondano. "Con questa Messa vogliamo ammirare, contemplare le meraviglie che Dio ha operato, vogliamo ringraziarlo e domandargli perdono perchè tante volte non abbiamo rispettato l'ambiente, dobbiamo avere amore e cura per la creazione!" È veramente affascinante ammirare quella natura così rigogliosa: tra le dune sabbiose spuntano preziosi gigli marini che, insieme ai ginepri e alle altre piante della macchia mediterranea, ti avvolgono con i loro profumi! Possiamo dunque dire che anche questa volta valeva la pena partecipare al pellegrinaggio e trascorrere insieme gioiosamente una giornata stupenda in quest'altro angolo del nostro paradiso!

                                 

   Maria Vitiello

 

■ È solo un Sogno...

BORTIGIADAS 31082019Stamattina mi sono svegliata e come sempre durante queste vacanze, appena trascorse a La Maddalena, ho aperto la finestra per vedere il mare, ma non è stata l’isola di Caprera a darmi il buon giorno, ma le cime del monte Limbara ancora immerse in una lieve nebbiolina. Solo allora mi sono resa conto di essere a Bortigiadas, il paese che mi ha visto nascere e crescere. Come mai, mi sono chiesta? Allora questa notte tutto ciò che ho vissuto era solo un sogno? Partecipavo come sempre ai pellegrinaggi, questa volta, all'isola di Spargi. Ero insieme a tutti i parrocchiani e non solo, sull'Orient Express, dopo aver corso per prendere il posto sul ponte, per me, Margherita, Milena ed Oliviero. Che colori il mare di Spargi! Pensavo che persino "la penna fine" di Maria Vitiello, avrebbe avuto difficoltà nel trovare le sfumature più giuste per descriverli. Mi tuffavo insieme agli altri in quest'acqua trasparente, assorbendo con il cuore tutte le variazioni di colore e ammiravo il paesaggio con le sue rocce ricamate dalla natura. A rendere tutto più magico, c'erano le spiegazioni di Lino Sorba che con grande passione, ci trasmetteva tutta l'ammirazione che ha per le sue isole. Le Ave Marie del Rosario che recitavo, mi risuonano ancora nella mente, recitate senza essermi distratta per niente. Solo nel sogno succede questo miracolo! Sentivo la voce di Pierluigi che sempre gentile e premuroso verso tutti, ogni tanto, si avvicinava per chiedermi come stavo e se tutto andasse bene. A pranzo gustavo insieme agli altri, le pennette ai frutti di mare e i dolci di Vittoria che i ragazzi dell'equipaggio servivano con una squisita gentilezza. Ne sentivo tutta la bontà che andava oltre "i biscotti" e arrivava, direttamente, al cuore, perché le cose preparate con amore fanno bene anche all'anima. La "Cattedrale della Natura", baciata da una leggera brezza, mi appariva più maestosa e ancora più bella del solito, invitava con insistenza, ad ogni passo, ad una riflessione intima sulla grandiosità del Suo Creatore, attento a fare, di ogni minimo particolare, un capolavoro. Si sentiva da più parti l'eco di una lode di ringraziamento a Dio che esprimeva, nel contempo, la gioia di stare insieme e in pace con tutte le creature. Gratitudine che esplodeva poi, alla grande, nella Santa Messa celebrata da Don Domenico. Ascoltavo insieme agli altri fedeli, il Vangelo di Luca: "Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi". E per tutta risposta, dopo il segno di croce finale, mi precipitavo, seguita da un folto gruppo, a prendere i primi posti sul ponte per vedere, ancora una volta, il paesaggio con il tramonto. E sì di fronte a quest'esigenza quasi tutto è permesso! Come in tutti gli altri pellegrinaggi, le note della canzone "Alla mia isola" di Giovanna Azara che inneggiano alla bellezza di ogni angolo di questa meravigliosa isola, accompagnavano il nostro viaggio di ritorno. Anch'io mi univo al coro, mentre tutto ad un tratto, le luci de La Maddalena che sembravano piccole lucciole in un presepe, mi svegliano, apro gli occhi, un'altra luce si sovrappone ed è quella dell'alba che sorge dietro la collina che abbraccia il mio paese, solo allora mi accorgo di aver sognato. Eppure le emozioni provate sono, realmente, presenti e vibrano ancora dentro di me, come pure un certo retrogusto di dolce e di buono sul palato. Anche la bellezza della natura è un'immagine scolpita che mi ruota intorno, lasciando un segno, mentre canto, ancora una volta, il ritornello della canzone: "Isola mia la regina tu sei del mare..." Grazie Vittoria, non ho bisogno del tuo passaggio per il Villaggio Piras, io sono già a casa. Grazie di cuore a tutti con affetto e stima.  

                                 Mariagiovanna Cilla

 

Condoglianze ai famigliari di Pietruccia Cannas ved. Novelli, Piera Maccini ved. Tonelli, Anna Maria Rosa Novelli, Carolina nota Lina Di Meglio e Bruna Riccio ved. Tanini che sono tornate alla casa del Padre Celeste.

 

MANIFESTO FESTA MARIA BAMBINA 2019

 

AVVISI

Parrocchia Agonia di N.S.G.C. - Moneta

 1.Sabato 31 agosto e domenica 1 settembre

Novena a Maria Bambina sarà collegata con la S.Messa.

2.Da lunedì 2 settembre novena prima della Messa alle h 18.15.

3.Venerdì 6 settembre primo venerdì del mese, adorazione del Santissimo Sacramento dalle h.17.00.

4.Sabato 7 settembre primo sabato del mese la S.Messa per il Cuore Immacolato alle h 8.30 nella chiesa di S.Maria Maddalena.

5.Sabato 7 e domenica 8 settembre - festa di Maria Bambina, programma vedi il manifesto.

6.Domenica 8 settembre non ci sarà la S.Messa a Stagnali. 

 

AVVISI

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Mercoledì 4 settembre

Non ci sarà la S.Messa in cimitero.

2) Giovedì 5 settembre primo giovedì del mese, preghiera per le vocazioni dalle h. 18.00.

3) Venerdì 6 settembre primo venerdì del mese. Adorazione del Santissimo Sacramento dalle h.17.00 nella chiesa del Bambino Gesù, alle Due Strade.

 

 

 

Orari delle Messe

nelle Chiese dell’Isola

(sino a domenica 8 settembre 2019)

 

Giorni Festivi

 Ore 7.30 Bambino Gesù (Due Strade)

Ore 9.00 Agonia di N.S.G.C. – Moneta

Ore 10.00 Santa Maria Maddalena

Ore 18.00 Sacra Famiglia - Padule

Ore 19.00 Madonna della Pace – Stagnali

Ore 20.00 Santa Maria Maddalena

 

Sabato e Prefestivi

 Ore 17.00 Cappella Ospedale Civile

Ore 18.00 Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 Santa Maria Maddalena

Ore 19.00 Villaggio Piras

 

Giorni Feriali

 Ore 8.00 lunedì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 08.30 S. Maria Maddalena

Ore 18.30 da martedì a venerdì Agonia di N.S.G.C. - Moneta

Ore 19.00 S. Maria Maddalena.

 

 Ogni primo mercoledì del mese:

Ore 15.45 in cimitero

 

Ogni secondo mercoledì del mese:

Ore 18.00 SS. Trinità

 

M A G I S T E R O

 NON C’È IL “NUMERO CHIUSO” IN PARADISO!

VANGELO LUCA PORTA STRETTAIl Vangelo di Lc 13,22-30 ci presenta Gesù che passa insegnando per città e villaggi, diretto a Gerusalemme, dove sa che deve morire in croce per la salvezza di tutti noi. In questo quadro, si inserisce la domanda di un tale, che si rivolge a Lui dicendo: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». La questione era dibattuta a quel tempo – quanti si salvano, quanti no… – e c’erano diversi modi di interpretare le Scritture al riguardo, a seconda dei testi che prendevano. Gesù però capovolge la domanda – che punta più sulla quantità, cioè “sono pochi?...” – e invece colloca la risposta sul piano della responsabilità, invitandoci a usare bene il tempo presente. Dice infatti: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».

Con queste parole, Gesù fa capire che non è questione di numero, non c’è il “numero chiuso” in Paradiso! Ma si tratta di attraversare fin da ora il passaggio giusto, e questo passaggio giusto è per tutti, ma è stretto. Questo è il problema. Gesù non vuole illuderci, dicendo: “Sì, state tranquilli, la cosa è facile, c’è una bella autostrada e in fondo un grande portone…”. Non ci dice questo: ci parla della porta stretta. Ci dice le cose come stanno: il passaggio è stretto. In che senso? Nel senso che per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo, e questo non è comodo! È una “porta stretta” perché è esigente, l’amore è esigente sempre, richiede impegno, anzi, “sforzo”, cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo. San Paolo lo chiama «il buon combattimento della fede». Ci vuole lo sforzo di tutti i giorni per amare Dio e il prossimo.

E, per spiegarsi meglio, Gesù racconta una parabola. C’è un padrone di casa, che rappresenta il Signore. La sua casa simboleggia la vita eterna, cioè la salvezza. E qui ritorna l’immagine della porta. Gesù dice: «Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta dicendo: “Signore, aprici”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”». Queste persone allora cercheranno di farsi riconoscere, ricordando al padrone di casa: “Io ho mangiato con te, ho bevuto con te… ho ascoltato i tuoi consigli, i tuoi insegnamenti in pubblico…”; “Io c’ero quando tu hai dato quella conferenza…”. Ma il Signore ripeterà di non conoscerli, e li chiama «operatori di ingiustizia». Ecco il problema! Il Signore ci riconoscerà non per i nostri titoli – “Ma guarda, Signore, che io appartenevo a quell’associazione, che io ero amico del tal monsignore, del tal cardinale, del tal prete…”. No, i titoli non contano, non contano. Il Signore ci riconoscerà soltanto per una vita umile, una vita buona, una vita di fede che si traduce nelle opere.

E per noi cristiani, questo significa che siamo chiamati a instaurare una vera comunione con Gesù, pregando, andando in chiesa, accostandoci ai Sacramenti e nutrendoci della sua Parola. Questo ci mantiene nella fede, nutre la nostra speranza, ravviva la carità. E così, con la grazia di Dio, possiamo e dobbiamo spendere la nostra vita per il bene dei fratelli, lottare contro ogni forma di male e di ingiustizia.

Ci aiuti in questo la Vergine Maria. Lei è passata attraverso la porta stretta che è Gesù. Lo ha accolto con tutto il cuore e lo ha seguito ogni giorno della sua vita, anche quando non capiva, anche quando una spada trafiggeva la sua anima. Per questo la invochiamo come “Porta del cielo”: una porta che ricalca esattamente la forma di Gesù: la porta del cuore di Dio, cuore esigente, ma aperto a tutti noi.

(ANGELUS – Domenica 25/08/2019)a cura di A. Panzera

 

«NON AVRAI ALTRI DEI DI FRONTE A ME»

 

La catechesi di Papa Francesco sui comandamenti approfondendo il primo, che parla di "una tendenza umana, che non risparmia né credenti né atei": l'idolatria.

Abbiamo ascoltato il primo comandamento del Decalogo: «Non avrai altri dei di fronte a me» (Es 20,3). È bene soffermarsi sul tema dell’idolatria, che è di grande portata e attualità.

Il comando vieta di fare idoli o immagini di ogni tipo di realtà: tutto, infatti, può essere usato come idolo. Stiamo parlando di una tendenza umana, che non risparmia né credenti né atei. Per esempio, noi cristiani possiamo chiederci: quale è veramente il mio Dio? È l’Amore Uno e Trino oppure è la mia immagine, il mio successo personale, magari all’interno della Chiesa?

«L’idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2113).

Che cos’è un “dio” sul piano esistenziale? È ciò che sta al centro della propria vita e da cui dipende quello che si fa e si pensa. Si può crescere in una famiglia nominalmente cristiana ma centrata, in realtà, su punti di riferimento estranei al Vangelo. L’essere umano non vive senza centrarsi su qualcosa. Allora ecco che il mondo offre il “supermarket” degli idoli, che possono essere oggetti, immagini, idee, ruoli. Per esempio, anche la preghiera. Noi dobbiamo pregare Dio, il nostro Padre. ricordo una volta che ero andato in una parrocchia nella diocesi di Buenos Aires per celebrare una Messa e poi dovevo fare le cresime in un’altra parrocchia a distanza di un kilometro. Sono andato, camminando, e ho attraversato un parco, bello. Ma in quel parco c’erano più di 50 tavolini ciascuno con due sedie e la gente seduta una davanti all’altra. Che cosa si faceva? I tarocchi. Andavano lì “a pregare” l’idolo. Invece di pregare Dio che è provvidenza del futuro, andavano lì perché leggevano le carte per vedere il futuro. Questa è una idolatria dei nostri tempi. Io vi domando: quanti di voi siete andati a farvi Leggere le carte per vedere il futuro? Quanti di voi, per esempio, siete andati a farvi leggere le mani per vedere il futuro, invece di pregare Il Signore? Questa è la differenza: il Signore è vivo; gli altri sono idoli, idolatrie che non servono.

Come si sviluppa un’idolatria? Il comandamento descrive delle fasi: «Non ti farai idolo né immagine […]. / Non ti prostrerai davanti a loro / e non li servirai» (Es 20,4-5).

La parola “idolo” in greco deriva dal verbo “vedere”. Un idolo è una “visione” che tende a diventare una fissazione, un’ossessione. L’idolo è in realtà una proiezione di sé stessi negli oggetti o nei progetti. Di questa dinamica si serve, ad esempio, la pubblicità: non vedo l’oggetto in sé ma percepisco quell’automobile, quello smartphone, quel ruolo – o altre cose – come un mezzo per realizzarmi e rispondere ai miei bisogni essenziali. E lo cerco, parlo di quello, penso a quello; l’idea di possedere quell’oggetto o realizzare quel progetto, raggiungere quella posizione, sembra una via meravigliosa per la felicità, una torre per raggiungere il cielo (cfr Gen 11,1-9), e tutto diventa funzionale a quella meta.

Allora si entra nella seconda fase: «Non ti prostrerai davanti a loro». Gli idoli esigono un culto, dei rituali; ad essi ci si prostra e si sacrifica tutto. In antichità si facevano sacrifici umani agli idoli, ma anche oggi: per la carriera si sacrificano i figli, trascurandoli o semplicemente non generandoli; la bellezza chiede sacrifici umani. Quante ore davanti allo specchio! Certe persone, certe donne quanto spendono per truccarsi?! Anche questa è un’idolatria. Non è cattivo truccarsi; ma in modo normale, non per diventare una dea. La bellezza chiede sacrifici umani. La fama chiede l’immolazione di sé stessi, della propria innocenza e autenticità. Gli idoli chiedono sangue. Il denaro ruba la vita e il piacere porta alla solitudine. Le strutture economiche sacrificano vite umane per utili maggiori. Pensiamo a tanta gente senza lavoro. Perché? Perché a volte capita che gli imprenditori di quell’impresa, di quella ditta, hanno deciso di congedare gente, per guadagnare più soldi. L’idolo dei soldi. Si vive nell’ipocrisia, facendo e dicendo quel che gli altri si aspettano, perché il dio della propria affermazione lo impone. E si rovinano vite, si distruggono famiglie e si abbandonano giovani in mano a modelli distruttivi, pur di aumentare il profitto. Anche la droga è un idolo. Quanti giovani rovinano la salute, persino la vita, adorando quest’idolo della droga.

Qui arriva il terzo e più tragico stadio: «…e non li servirai», dice. Gli idoli schiavizzano. Promettono felicità ma non la danno; e ci si ritrova a vivere per quella cosa o per quella visione, presi in un vortice auto-distruttivo, in attesa di un risultato che non arriva mai.

Cari fratelli e sorelle, gli idoli promettono vita, ma in realtà la tolgono. Il Dio vero non chiede la vita ma la dona, la regala. Il Dio vero non offre una proiezione del nostro successo, ma insegna ad amare. Il Dio vero non chiede figli, ma dona suo Figlio per noi. Gli idoli proiettano ipotesi future e fanno disprezzare il presente; il Dio vero insegna a vivere nella realtà di ogni giorno, nel concreto, non con illusioni sul futuro: oggi e domani e dopodomani camminando verso il futuro. La concretezza del Dio vero contro la liquidità degli idoli. Io vi invito a pensare oggi: quanti idoli ho o qual è il mio idolo preferito? Perché riconoscere le proprie idolatrie è un inizio di grazia, e mette sulla strada dell’amore. Infatti, l’amore è incompatibile con l’idolatria: se un qualcosa diventa assoluto e intoccabile, allora è più importante di un coniuge, di un figlio, o di un’amicizia. L’attaccamento a un oggetto o a un’idea rende ciechi all’amore. E così per andare dietro agli idoli, a un idolo, possiamo persino rinnegare il padre, la madre, i figli, la moglie, lo sposo, la famiglia … le cose più care. L’attaccamento a un oggetto o a un’idea rende ciechi all’amore. Portate questo nel cuore: gli idoli ci rubano l’amore, gli idoli ci rendono ciechi all’amore e per amare davvero bisogna esseri liberi da ogni idolo. Qual è il mio idolo? Toglilo e buttalo dalla finestra!

(01/08/2018)

 
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