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n° 36 Sabato 9 Settembre 2017

 

EDITORIALE

 Maria Bambina, primizia dell’umanità nuova

MARIA-BAMBINA-8-SETTEMBRE territorio della diocesi di Tempio-Ampurias     che va da Olbia a Castelsardo, si festeggia santa Maria Maddalena, come patrona, solo a La Maddalena. Invece la Natività della Beata Vergine Maria, detta Maria Bambina, si celebra come festa patronale l’otto settembre, in almeno quattro centri: a Moneta, a Luogosanto, a Tergu, a Tempio. Questo dice la popolarità della festa.

 A La Maddalena, l’arsenale militare aveva come patrona Maria Bambina. 

L’otto settembre, alla presenza di un buon numero di arsenalotti, si celebrava la Messa presso la statua in bronzo della Madonna, ora conservata nel giardino dell’Oasi Serena; la festa poi proseguiva con gare sportive, musica e rinfresco.

La devozione a Maria Bambina a La Maddalena proviene probabilmente da Luogosanto dove si trova l’antico santuario dedicato alla Madonna Regina della Gallura.  Dall’arsenale poi si estese anche alla giovane parrocchia di Moneta, Agonia di N.S.G.C., così da divenire la festa patronale, coinvolgendo tutta la Città.

La Natività della Beata Vergine Maria non è narrata nei Vangeli. È riportata nel vangelo apocrifo di Giacomo, dove si dice che Maria nacque a Gerusalemme  presso il tempio dove i genitori  Gioacchino ed Anna avevano la casa e dove oggi sorge l’antica chiesa di sant’Anna. La Chiesa ha fatto sua questa tradizione. La festa della Natività di Maria è antichissima, se ne ha notizia fin dal secolo V ed è molto sentita dal popolo cristiano. Nella Chiesa orientale l’otto settembre inizia l’anno liturgico.

Da noi, in Sardegna, forse per influenza dell’antica dominazione bizantina, il mese di settembre, è chiamato in sardo “capidanni” cioè capodanno, il primo mese dell’anno. L’antica usanza di celebrare questa festa della Vergine all’inizio dell’anno liturgico già dice che la Natività di Maria è l’inizio della salvezza portata da Cristo. La sua nascita ha annunciato la gioia al mondo intero. Da lei è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio. Il centro della festa è Cristo. Nella nascita della Vergine lodiamo Cristo suo Figlio. Tutto in lei è in vista di lui.

Inoltre la Natività prodigiosa di Maria loda la potenza di Dio che dona ad una coppia di sposi sterili e anziani una figlia come Maria. Loda la forza della preghiera, che i suoi genitori, Gioacchino ed Anna, hanno innalzato incessantemente al Signore per avere il dono di un  figlio.

Loda Maria come creatura nuova, conforme a Cristo, non inquinata dal peccato originale, icona e madre dell’umanità redenta. Loda lo stupendo progetto di Dio, nel quale la creatura diventa dimora prescelta del Creatore, modello per ogni cristiano dimora della Trinità. Festeggiare la Natività di Maria, è celebrare il giorno felice in cui apparve nel mondo, come splendida stella, l’immacolata e gloriosa Madre di Dio.                

                          D.D.

 

 RAGGI DI SOLE

 PREGO, SI ACCOMODI!

SEDIA-09092017Ho saputo che una volta un vecchio miscredente, che pur era stato battezzato ma aveva sempre disertato la Chiesa, decise di andare a discutere su problemi di fede con un noto sacerdote. Quando entrò nella casa c’era già qualcuno a colloquio. Il prete intravide l’uomo nel corridoio e subito, sorridente, andò a porgergli una sedia. Quando fu il suo turno, entrò. Dopo un lungo dialogo, l’anziano espresse il desiderio di tornare alla fede. Soddisfatto, ma un po’ meravigliato, il prete gli domandò: «Quale è stato l’argomento del nostro colloquio che l’ha convinto?». Il vecchio rispose: «Il gesto col quale mi ha portato la sedia, perché non mi stancassi ad aspettare». Le parole sono necessarie, ma senza le opere rimangono sterili. Le disquisizioni su Dio possono lasciare il tempo che trovano, ma i gesti dell’amore possono produrre scintille di fede e miracoli di conversione. Il bacetto affettuoso al crocifisso di un bimbo, che non ha ancora imparato a parlare, può valere di più di una discussione teologica arida e fredda.

Don Paolo Piras

 

   I FATTI DELLA SETTIMANA

 La giornata dell'ammalato e dell'anziano

GIORNATA-DEL-MALATO-0909201"È ormai tradizione che, la vigilia della festa di Maria Bambina, giorno della sua natività, nella parrocchia di Moneta si celebri la giornata dell'ammalato e dell'anziano. Qui c'è una piccola rappresentanza, ma soprattutto ci sono i nostri amici ospiti della casa di riposo, teniamo presenti nella preghiera e nell’affetto tutti i malati. “Invochiamo Maria Vergine salute degli infermi.” Ha iniziato così la celebrazione il nostro Vescovo S. E. Mons. Sebastiano Sanguinetti il giorno 7 settembre nella chiesa di Moneta: egli ha anticipato di un giorno la sua venuta per un doveroso e felice avvenimento. Infatti l'8 settembre doveva recarsi ad Orgosolo, dove era stato parroco, per l'ordinazione sacerdotale di un giovane che era stato suo chierichetto e non poteva mancare. La Messa in questa giornata generalmente ha luogo nel bellissimo giardino dell'Oasi Serena ai piedi della Madonnina dell'arsenale, ma si sa, la nostra è l'isola del vento e soffiando come lo Spirito Santo dove vuole e quando vuole, ha soffiato così forte facendo sì che la messa avesse luogo nella chiesa adiacente! Chiesa gremita di persone che hanno partecipato con fede alla celebrazione, alla quale la presenza del Vescovo ha dato un tocco di solennità, grazie anche alla presenza dei sacerdoti dell'isola: don Andrea, don Domenico, don Davide e Padre Roberto, polacco che ormai conosciamo bene. Hanno animato la celebrazione le voci del coro S. Giovanni Paolo, era presente la confraternita del Getsemani e l'assessore ai servizi sociali Maria Pia Zonca in rappresentanza dell'amministrazione comunale, nonchè una parte del comitato delle feste patronali classe 67. Un plauso va sicuramente ai Volontari Ospedalieri che hanno partecipato attivamente alla Messa, preparando le preghiere dei fedeli, portando all'altare diversi doni e ricordini di quella giornata per tutti i presenti. Al termine don Andrea ha ringraziato il Vescovo, i sacerdoti, tutti i presenti e tutti coloro che hanno partecipato attivamente, mentre il Vescovo, dopo aver fatto gli auguri a tutti per la festa dell'8 ha così terminato: "Queste giornate sono sempre un'occasione per rinsaldare i vincoli con il Signore, ma anche per rinsaldare i vincoli fra di noi. Questa partecipazione, questo essere presenti attraverso tante attività nella vita comunitaria, io credo che sia il bello della comunità e questi giorni sono importanti anche per questo. E grazie a tutti quelli che rendono più partecipata e più gioiosa questa festa!" I volontari ospedalieri, "le signore dei dolci" dell'Oasi Serena e il comitato 67 hanno poi consentito a tutti i presenti a fine serata di poter gustare, durante il rinfresco buone cose da loro offerte e preparate in collaborazione ed unità. A tutti loro i ringraziamenti da parte del parroco e da tutta la comunità!    

                   Maria Vitiello

 

La festa dell'8 settembre a Moneta

FESTA-MONETA-09092017I festeggiamenti per celebrare al meglio la festa della Natività di Maria Vergine nella chiesa di Moneta sono iniziati mercoledì 30 agosto, ventunesimo anniversario della morte di don Giuseppe Riva, primo parroco di Moneta. Dopo la Messa, durante la quale abbiamo pregato per lui, come ogni anno è iniziata la novena a Maria Bambina, seguita con buona e raccolta partecipazione. Il 7 settembre è stato fatto per la terza volta consecutiva il piccolo torneo “Maria Bambina” organizzato dal nostro Oratorio. Quest’anno solo la partita tra "Lolek Boys" dell'Oratorio San Domenico Savio e "Pratiche Automobilistiche Contini" finita in pareggio 1:1. Bellissima partita ad altissimo livello calcistico.

Il giorno della festa, l'otto settembre prima della Messa solenne la Banda dell’Oratorio San Domenico Savio ha preparato la celebrazione con il suono delle marce e degli inni religiosi. Alle ore 18 hanno fatto il loro ingresso nella piazza intitolata proprio a don Giuseppe Riva i sacerdoti e la Confraternita del Getsemani che portava a braccio la bella statua di Maria Bambina adornata da fiori bianchi mentre risuonavano le note del canto di lode "Tu sei l'Immacolata". PROCESSIONE-8-SETTEMBRE-201Ha presieduto la celebrazione il parroco don Andrea Domanski ed hanno concelebrato don Domenico Degortes, don Davide Mela e Padre Roberto Marciniak, davanti ad una piazza gremita di gente come non mai, veramente tante le persone che non sono volute mancare a questa festa. Tante le autorità civili e militari presenti alla Messa che è stata animata dal coro S.Giovanni Paolo, mentre l'omelia l’ha tenuta Padre Roberto. Si è poi snodata la processione per le vie di Moneta adornate dalle bandierine, in maniera molto composta, ordinata, con il comitato che portava a braccio la statua di Maria Bambina, tra le preghiere, la musica della Banda San Domenico Savio e i canti del Coro. Al termine ci siamo ritrovati tutti in chiesa dove Don Andrea, prima della benedizione finale, ha esteso i ringraziamenti a tutti per la bella partecipazione, ai sacerdoti, alle suore, alle autorità, al Comitato 67, alla polizia locale, al coro, alla banda, alla confraternita e all'associazione Oasi Serena. È stato un successo anche il proseguimento della serata nella piazza, dove circa 400 persone hanno potuto gustare la cena preparata dal comitato e le frittelle dei frisjolai isolani e grande divertimento di grandi e piccini durante il coinvolgente spettacolo di Cristina Fois Live Tour Feminas, che ha fatto ballare tutti! Dulcis in fundo il comitato ci ha regalato lo spettacolo pirotecnico che non si faceva più da anni, facendo ritornare i monetini con la memoria indietro nel tempo! C'è stata poi l'estrazione dei biglietti della lotteria, ponendo così fine a questa bellissima e straordinaria serata!

                                  Maria Vitiello

 

 

Copia della sacra Sindone nella chiesa militare

SINDONE-09092017La parrocchia Militare “Madonna della Medaglia Miracolosa”, si è arricchita di nuove immagini religiose, che fanno di questo punto d’incontro religioso, un centro di preghiera e di devozione. Ultimamente, la nostra chiesa ha avuto in donazione dalla comunità, una copia della Sindone, nelle dimensioni approssimativamente uguali all’originale su tela. È emozionante intravedere in essa il corpo morto di Gesù. Il nostro Parroco, Don  Hovsep ACHKARIAN con le sue iniziative, ha valorizzato il compito di tutti, ognuno di noi si sente partecipe nella conduzione della casa del Signore. Molti di noi collaborano, catechisti, cantori e parrocchiani di buona volontà, alla realizzazione di una grande famiglia di militari e di dipendenti della Difesa, che tengono moltissimo alla propria comunità di credenti, e scoprano in questo luogo il dono di sentirsi amati.

Con il sostegno della Marina Militare e delle sue istituzioni, speriamo in un prossimo futuro di rimettere in funzione l’oratorio per i nostri ragazzi, far trovare un punto d’incontro e di approfondimento del messaggio di speranza che la Madonna ci ha lasciato con la Medaglia Miracolosa. Invito tutti a venire a visitare la nostra piccola parrocchia, sarà l’occasione per collaborare fra le varie realtà parrocchiali, e diffondere il messaggio di amore di Maria Madre nostra.    

          Antonio Remigio Pengo

 

Ricordi di Cala Chiesa1)

Cara mia Cala Chiesa! Ove innocente e felice trascorsi la mia infanzia a contemplare gli struggenti tramonti dietro la collina. E, tra la quiete del crepuscolo, udivo in lontananza lo smarrito belar delle caprette, che, fra i cespugli odorosi di selvaggio, incespicavano alla ricerca della via del ritorno, al richiamo della solerte padrona Annetta. Tra lo scorrer dell’acqua del ruscello, giulivo il gracidar delle rane, giungeva ai miei orecchi gradito. Quanta dolcezza tra il tenero verde della mia casa natia, allietata dal gioioso cinguettar degli uccelli ed inebriata dal caldo alito del fieno raccolto da poco, scaldato dal sole!

Ignaro della fine, il somarello annusava il suo cibo con sbuffare leggero.

E, nel ciondolare la catena, provocando d’intorno un languido suono di anelli arrugginiti, beavasi nell’umida stalla, della presenza del suo vecchio padrone. Ma, ahimè, mano devastatrice dell’uomo, giunse violenta a distruggere con mezzi meccanici (arrecando grande tristezza al mio cuore) la dolce visione della collina di “Nonno Raimondo” ove la vita degli alberi in fiore, giorno dopo giorno sbocciava al sole.

1)Cala Chiesa, a detta degli antichi Maddalenini campagnoli, fu chiamata così perché in quella zona, esisteva veramente una chiesetta o qualcosa di sacro. Infatti, proprio lì erano state rinvenute ossa umane.     

                       Anna Maria Novelli    

 

Condoglianze ai familiari di Giuseppe Barbosa, Giorgio Crisari e Maria Francesca Piras ved. Ornano che sono tornati alla casa del Padre celeste.

 

 

Avvisi

Parrocchia Santa Maria Maddalena

 1) Domenica 10 settembre

* Ultimo giorno della Messa estiva delle 10.00 e delle 20,30.

* Mostra del dolce per pulizia del sagrato.

2) Mercoledì 13 settembre

* Ad Olbia, alle ore 17.00 consacrazione episcopale di Mons. Gianfranco Saba arcivescovo di Sassari.

* Ore 18.00, santa Messa presso la cappella della Madonna di Fatima, sopra le Domus, nel centenario delle apparizioni. Non ci sarà in parrocchia la Messa delle ore 19.00.

3) Giovedì 14 settembre

* Festa della Esaltazione della santa Croce, con venerazione della reliquia.

4) Domenica 17 settembre

* Nuovi orari delle Messe: 7.30 in parrocchia, 8.30 al Bambino Gesù, 11.00 in parrocchia, 18.00 alla Sacra Famiglia, ore 19.00 in parrocchia.

5) Venerdì 29 settembre

* Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

* Pellegrinaggio a S. Michele di Liscia con S.Messa alle ore 16,00. Per le iscrizioni rivolgersi a Pierluigi Aversano.

 

Il Bollettino è consultabile anche sul sito:

http://www.lamaddalenadontbeafraid.it

e sulla pagina facebook:

http://www.facebook.co/Parrocchiasantamariamaddalena.it

 
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n° 36 Sabato 9 Settembre 2017

 

SOLO L’AMORE NELLO SPENDERSI PER GLI ALTRI, DA SENSO E FELICITÀ ALLA VITA

Oggi, Matteo ci mostra la reazione di Pietro quando Gesù rivela ai discepoli che a Gerusalemme dovrà patire, essere ucciso, risorgere (cfr Mt 16,21-27). L’apostolo prende in disparte il Maestro e lo rimprovera perché questo – gli dice – non può accadere a Lui, al Cristo. Ma Gesù, a sua volta, rimprovera Pietro con parole dure: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».  Un momento prima, l’apostolo era benedetto dal Padre, perché aveva ricevuto da Lui quella rivelazione, era una «pietra» solida perché Gesù potesse costruirvi sopra la sua comunità; e subito dopo diventa un ostacolo, una pietra ma non per costruire, una pietra d’inciampo sulla strada del Messia. Gesù sa bene che Pietro e gli altri hanno ancora molta strada da fare per diventare suoi apostoli! A quel punto, il Maestro si rivolge a tutti quelli che lo seguivano, presentando loro con chiarezza la via da percorrere: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua». Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta; come Pietro: “No, no Signore, questo no, non accadrà mai”. Ma Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé. Siamo chiamati a non lasciarci assorbire dalla visione di questo mondo, ma ad essere sempre più consapevoli della necessità e della fatica per noi cristiani di camminare contro-corrente e in salita. Gesù completa la sua proposta con parole che esprimono una grande sapienza sempre valida, perché sfidano la mentalità e i comportamenti egocentrici. Egli esorta: «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». In questo paradosso è contenuta la regola d’oro che Dio ha inscritto nella natura umana creata in Cristo: la regola che solo l’amore dà senso e felicità alla vita. Spendere i propri talenti, le proprie energie e il proprio tempo solo per salvare, custodire e realizzare sé stessi, conduce in realtà a perdersi, ossia a un’esistenza triste e sterile. Invece viviamo per il Signore e impostiamo la nostra vita sull’amore, come ha fatto Gesù: potremo assaporare la gioia autentica, e la nostra vita non sarà sterile, sarà feconda. Nella celebrazione dell’Eucaristia riviviamo il mistero della croce; non solo ricordiamo, ma compiamo il memoriale del Sacrificio redentore, in cui il Figlio di Dio perde completamente Sé stesso per riceversi di nuovo dal Padre e così ritrovare noi, che eravamo perduti, insieme con tutte le creature. Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa, l’amore di Cristo crocifisso e risorto si comunica a noi come cibo e bevanda, perché possiamo seguire Lui nel cammino di ogni giorno, nel concreto servizio dei fratelli. Maria Santissima, che ha seguito Gesù fino al Calvario, accompagni anche noi e ci aiuti a non avere paura della croce, ma con Gesù inchiodato, non una croce senza Gesù, la croce con Gesù, cioè la croce di soffrire per amore di Dio e dei fratelli, perché questa sofferenza, per la grazia di Cristo, è feconda di risurrezione.

       (Angelus - Domenica 03/09/2017)

 

IL PAPA IN DIALOGO CON I GIOVANI

Al giovane Juan che chiede qual è la buona notizia da dare al mondo, il Papa ha detto: "La buona notizia è la misericordia, in un mondo segnato dalla disperazione e dall’indifferenza. È curioso, la misericordia è qualcosa di assoluto. Tu non puoi soltanto parlare della misericordia, la devi testimoniare, la devi condividere, la devi insegnare uscendo da te stesso. Per parlare di misericordia occorre mettere tutta “la carne sul braciere”, altrimenti non si capisce questa testimonianza di non essere rinchiusi in se stessi o nei propri interessi, ma di uscire. Uscire cercando Dio. Non è facile cercare Dio, è tutto un cammino. Uscire condividendo con gli altri — non giocando al bambino viziato al quale regalano tutti i giocattoli e tutti sono per lui — e uscire per raccontare agli altri che Dio è buono, che Dio ti sta aspettando addirittura nei peggiori momenti della vita. E quello è magari il messaggio della misericordia che uno può dare, no? Non disperare mai. Inoltre sembra che il nostro Dio abbia una speciale predilezione per i peccatori, compresi quelli “purosangue”: li aspetta.  A Justine da poco battezzata, ha detto: "Tu hai ricevuto il battesimo nel giubileo della misericordia, bello! Ti sei resa conto che, avendo trovato Dio, ti ha portato a spogliarti, a uscire dall’essere centrata in te stessa verso fuori, verso la gioia di vivere per Dio e con Dio. Una delle cose che caratterizza la giovinezza e l’eterna giovinezza di Dio, perché Dio è eternamente giovane, è l’allegria, «la gioia». All’allegria si contrappone la tristezza, una tristezza che è precisamente quella da cui voi siete usciti. Voi siete usciti da qualcosa che produce tristezza, che è l’essere centrati in se stessi, l’autoreferenzialità. Un giovane che si rinchiude in se stesso, che vive soltanto per se stesso, finisce — e spero capiate il verbo, perché è un verbo argentino — finisce empachado di autoreferenzialità, e cioè, pieno di autoreferenzialità. Questa cultura in cui ci tocca vivere, dato che è molto egoista, ha una dose molto grande di narcisismo, di quell’essere, di quello stare a contemplare se stesso, e pertanto ignorare gli altri. Il narcisismo ti produce tristezza perché vivi preoccupato di truccarti l’anima tutti i giorni, di apparire meglio di quel che sei, di contemplare se hai una bellezza migliore degli altri, è la malattia dello specchio. Giovani, rompete lo specchio! Non guardatevi allo specchio, perché lo specchio inganna, guardate verso fuori, guardate verso gli altri, scappate da questo mondo, da questa cultura che stiamo vivendo, che è consumista e narcisista. E se qualche giorno volete guardarvi allo specchio, vi do un consiglio: guardatevi allo specchio per ridere di voi stessi. Fate la prova un giorno: guardate e cominciate a ridere di quel che vedete lì, vi rinfrescherà l’anima. Questo dà allegria e ci salva dalla tentazione del narcisismo. Grazie, Justine".

Infine al giovane Mateus. che è stato tossicodipendente, ha detto: "Per molto tempo sei passato attraverso il tunnel della droga. Essa ci porta a negare tutto quello che noi avevamo di radicato, di radicamento carnale, di radicamento storico, di radicamento problematico, tutto ciò che è radicamento. Ti toglie le radici e ti fa vivere in un mondo senza radici, sradicato da tutto. Per favore, diamo gratuitamente quel che abbiamo ricevuto. E dare gratuitamente ti riempie l’anima, ti decommercializza, ti rende magnanimo, ti insegna ad abbracciare e a baciare, ti fa sorridere, ti scioglie da tutti gli interessi di tipo egoistico.

Qui c’è una cosa: i più anziani e i più giovani: il servizio che si chiede loro è il dialogo. I giovani hanno bisogno di ascoltare gli anziani e gli anziani hanno bisogno di ascoltare i giovani. Gli anziani — per voi giovani — non sono da conservare nel guardaroba, gli anziani non sono da tenere nascosti, gli anziani stanno aspettando che un giovane vada e li faccia parlare, che li faccia sognare. E voi, giovani, avete bisogno di ricevere da questi uomini e da queste donne questi sogni, queste speranze che li facciano rivivere. Parla con tuo nonno o tua nonna, ossia, una generazione più in là, hanno la sapienza, e loro, tanto più, hanno bisogno che si bussi al loro cuore perché ti diano la sapienza. E questa sarebbe come la raccomandazione che io vi do: coraggio, incoraggiatevi a questo dialogo, questo dialogo è promessa per il futuro, questo dialogo vi aiuta ad andare avanti". 

(Discorso ai membri della comunità cattolica SHALOM -  Lunedì, 4 settembre 2017)

 

NELLA RICERCA DELLA PACE,

FARE IL PRIMO PASSO

Caro popolo della Colombia, tra qualche giorno visiterò il vostro Paese. Verrò come pellegrino di speranza e di pace, per celebrare con voi la fede nel nostro Signore e anche per imparare dalla vostra carità e dalla vostra perseveranza nella ricerca della pace e dell’armonia.  "Facciamo il primo passo" è il motto di questo viaggio. Esso ci ricorda che abbiamo sempre bisogno di fare un primo passo per qualsiasi attività e progetto. Esso ci spinge anche ad essere i primi ad amare, a costruire ponti, a creare la fraternità. Fare il primo passo ci incoraggia ad uscire per andare incontro all'altro, a tendere la mano e a scambiarci il segno della pace. La pace è quella che la Colombia cerca e per il cui conseguimento lavora da molto tempo. Una pace stabile, duratura, perché possiamo vederci e trattarci come fratelli, non come nemici. La pace ci ricorda che siamo tutti figli dello stesso Padre che ci ama e ci conforta. Sono onorato di visitare questa terra ricca di storia, cultura, fede, uomini e donne che hanno lavorato con determinazione e perseveranza per renderla un luogo in cui regna l’armonia e la fraternità, in cui il Vangelo è conosciuto e amato, dove dire fratello e sorella non risulta un segno strano, ma un vero e proprio tesoro da proteggere e difendere. Il mondo di oggi ha bisogno di consiglieri di pace e di dialogo. Anche la Chiesa è chiamata a questo compito, per promuovere la riconciliazione con il Signore e con i fratelli, ma anche la riconciliazione con l’ambiente che è una creazione di Dio e che stiamo sfruttando in modo selvaggio. Che questa visita sia come un abbraccio fraterno a ciascuno di voi e che si senta la consolazione e la tenerezza del Signore.

(Messaggio del 06/09/2017 in occasione del viaggio apostolico in Colombia [6-11 settembre 2017])

 
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