
La chiesa anni 50'
coll. A. Frau
Nel 1952 il parroco don Salvatore Capula (1933 – 1998) la chiesa venne ulteriormente ampliata in lunghezza di circa otto metri che aggiungeva una cappella per lato. Venne cambiata la facciata ottocentesca, ne fu costruita una nuova bianca in “stile mediterraneo” su progetto dell’architetto Antonio Simon Mossa. Nella parte superiore un grande mosaico circolare raffigurante Santa Maria Maddalena, donato da “Ada Ferrigno”.
La facciata di oggi riprende lo stile del 1814, i lavori iniziarono nel 1993 e terminarono dopo tre anni , su progetto dell’architetto Gianluigi Cianchetti.
L’interno della chiesa precedente ai cambiamenti del 1952, era ricca di stucchi policromi, cornici, soggetti floreali, festoni e gli affreschi dell’abisside (dipinti nel 1925 dal Linari).

Il Crocifisso
foto T.Antonelli
Il pulpito di marmo intarsiato e il baldacchino di legno (donati nel 1826 dal Barone Des Geneys).
Il tabernacolo era di bronzo massiccio riportava lo stile del Duomo di Orvieto. Fu disegnato su indicazione di mons. Capula da Giuseppe Deligia, modellato in legno da Fosco Bruschi, fuso ed inciso nella metà degli cinquanta dagli operai dell’Arsenale Marina Militare.
Il Crocifisso con il Cristo a grandezza naturale, conosciuto come il “ crocifisso Des Geneys “ risalente al 1831 circa di scuola ligure, ultimamente restaurato.
La statua lignea (1700 – 1800) di Santa Maria Maddalena, collocata in una nicchia in alto alle spalle dell’altare maggiore, probabilmente di scuola savonese. Della statua non si hanno notizie sicure una leggenda popolare racconta che sia stata ritrovata in una spiaggia isolana trasportata dal mare. Dell’esistenza di questa statua se ne ha notizia nella supplica che gli abitanti di La Maddalena nel 1799 rivolsero al Re di Sardegna per ottenere la costruzione di una nuova chiesa. In occasione della festa di cui è patrona la statua viene portata in processione per le vie cittadine, e per mare.